Dolce semplice e veloce

Martedì avevo voglia di dolce, sarà che era il mio onomastico (4 ottobre, San Francesco), o semplicemente avevo voglia di preparare qualcosa di gustoso.  Fatto sta che cerco una ricetta che mi sembrava di aver già proposto su questo blog, una ricetta veloce e facile per preparare un dolce “tipo” pan di spagna, uno di quei dolci ottimi per l’inzuppo. Ma non l’ho ritrovata, quindi – anche a rischio di doppione  – la (ri)propongo.

Ingredienti

wp_20161004_17_19_10_proUova, zucchero, farina (in egual peso), lievito per dolci (circa 20 grammi per ogni uovo)
Con “in egual peso” si intende che la quantità di zucchero e farina deve essere la stessa delle uova: peso le uova (nel mio caso 3, per 182 grammi) ed aggiungo, poi, zucchero e farina per lo stesso peso (grammo più, grammo meno).

Con questi ingredienti ho preparato un ciambellone in uno stampo da 24 cm.

Procedimento

E’ molto semplice e veloce, se lo si fa con la frusta elettrica (o una impastatrice) bastano 5 minuti. A mano ci vogliono 15-20 minuti.

Accendere il forno per preriscaldare a 180 gradi.

Sbattere le uova con lo zucchero finché questo non si è sciolto. Aggiungere la farina (setacciandola) e mescolare, lasciandone un poca (un paio di cucchiaiate) da parte. Mescolare alla farina rimasta il lievito e aggiungere all’impasto amalgamando il tutto. Il composto deve risultare liscio e omogeneo, e abbastanza morbido da poterlo colare nello stampo scelto. Nel caso fosse un po’ sodo aggiungere un po’ di latte finché non viene della consistenza desiderata (per intendersi, tipo pan di spagna). Far riposare 5 minuti.

Nel frattempo, imburrare ed infarinare uno stampo da forno. Appena pronto colarci l’impasto e infornare per 30 minuti a 180 gradi.

Varianti

wp_20161005_07_52_52_proAvevo della cioccolata fondente, a dadi, avanzata: l’ho spezzata con un coltello (lasciando qualche pezzo grosso e qualche altro più piccolo) e l’ho aggiunta all’impasto, ottenendo il risultato che vedete qui a fianco.

Ma potete mettere nell’impasto anche della frutta a pezzi (pere, mele, fichi), basta non sia troppo acquosa, che lascerebbe troppo molle (e un po’ crudo) l’impasto. Oppure, appena sfornato, potete dividerlo a metà e spalmarvi della marmellata, o ricoprirlo di cioccolato fuso (o, perché no, entrambe).

Io ho usato lo stampo da ciambellone dal diametro di 24 cm, ma ovviamente potete usare il contenitore che preferite. Attenzione che non sia troppo piccolo, sennò il dolce si sviluppa in altezza e rischia di non cuocere bene al centro.

Buon appetito!

Samfaina catalana

(immagine dal sito “la cuina de sempre“)

Il nome di questo piatto è esotico, ma è la versione catalana di ricette che si trovano in tutto il mediterraneo: dalla caponata nostra, al pisto spagnolo, alla ratatouille francese. La mangiavo da bambina e l’ho rifatta recentemente…. mi ricordavo bene che era un ottimo contorno per un secondo un po’ sciapo, ma niente vieta di mangiarlo come piatto unico con delle belle fette di pane per raccattare il sugo.

Gli ingredienti:

  • una melanzana
  • un paio di peperoni (meglio di colori diversi, fa più allegria alla vista)
  • una grossa cipolla dorata
  • 4/5 pomodori perini piuttosto grossi
  • 1 o 2 spicchi d’aglio (a vostro gusto)
  • olio extra vergine d’oliva
  • sale

alcune versioni prevedono anche un paio di zucchine, ma il loro sapore più delicato si perde in quest’insieme.

La parte più antipatica consiste nel tagliare tutte le verdure a dadini grossi quanto un polpastrello (di mano piccola, non di badile…), diciamo un paio di centimetri scarsi per lato.
Poi in un tegame capiente, si versa l’olio quanto basta per far cuocere tutte le verdure, si aggiunge l’aglio (intero, schiacciato, a fettine, in camicia, dipende dai vostri succhi gastrici), e i peperoni a dadini.
Si lascia soffriggere circa 10 minuti a fuoco medio alto, rimestando di tanto in tanto. A questo punto è il turno delle cipolle, e dopo altri 5 minuti, delle melanzane e dei pomodori (io ho messo i pomodori perché li avevo, ma niente vieta di metterci della salsa piuttosto densa). Dopo aver aggiustato di sale, si copre e si fa andare a fuoco più basso per un altro quarto d’ora / venti minuti. Il risultato dovrà essere sodo, come appunto, una caponata.

E’ assai più buono mangiato dopo qualche ora o addirittura il giorno dopo, tiepido o a temperatura ambiente. Oltre a servire di contorno, in Catalogna lo usano anche come salsa (magari lasciata più liquida), per cuocerci il pesce, le salsicce, il pollo, le uova…

Una variante nemica del colesterolo prevede che peperoni e melanzane vengano prima fritti e poi ripassati insieme agli altri ortaggi, a voi la decisione finale.

Se vi venisse in mente di aggiungerci pepe, peperoncino o erbe aromatiche, il risultato ovviamente cambierebbe (magari anche in meglio), ma tenete presente che, contrariamente a quanto si crede, la cucina spagnola (e quella catalana che gli piaccia o no ci rientra), non è mai piccante e usa pochissimo le erbe officinali, che spesso sono utilizzate quasi esclusivamente come piante ornamentali.

Non resta che augurare ¡buen provecho! (o se vogliamo il catalano)  bon profit! 

 

 

Peperoni Palermo ripieni di feta e pomodori

(immagine da internet – clik per una ricetta simile)

Dopo un’ennesima delusione con cui ho voluto adornare la mia esistenza in questa valle di lacrime, e il conseguente digiuno psicosomatico durato due giorni (deve essere, ho pensato, una specie di reazione fisiologica, un po’ come le lumache che spurgano, si eliminano le “tossine” che i dispiaceri fanno accumulare nell’organismo, in modo poi da ripartire “puliti” dentro e belli fuori), dopo tutto questo – dicevo – mi sono dedicata a una nuova ricetta che pareva l’unica in grado di farmi venire nuovamente l’appetito. E, devo dire, ha raggiunto l’obiettivo. Eccovela, sperando che vi serva per leccarvi le ferite (se le avete) oltre che le dita.

  • 6 peperoni Palermo (sono una nuova varietà, lunghi, rossi e carnosi, molto dolci, ma penso vadano bene anche altri tipi di peperoni a vostro gusto, basta non siano quelli acquosi, insipidi e plastificati che vengono dall’Olanda)
  • 1 mattonella di feta
  • 4 pomodori Perini
  • un ciuffetto di basilico
  • 1 ciuffettino di timo (io ho usato quello secco, una spolverizzata)
  • 1 spicchio d’aglio
  • sale, pepe e olio extra vergine d’oliva

Ho lavato peperoni e pomodori. Ho inciso una T sui primi in modo che il lato corto della T venisse a cadere proprio sotto il picciolo e il lato lungo seguisse la lunghezza del peperone (lasciate il picciolo, mi raccomando, altrimenti il peperone si disfa). Attraverso questa incisione ho levato semi e cuticole, cercando di lasciare il più possibile integro il peperone.

Poi ho tagliato a dadini i pomodori e la feta. Ho messo il tutto in una ciotola, condendolo con l’olio, il sale, il pepe e l’aglio tritato (a cui avevo tolto l’anima). Ho aggiunto il basilico spezzettato e il timo, ho amalgamato il tutto e con questo composto ho imbottito i peperoni, facendo in modo di richiudere il taglio cesareo che gli avevo praticato. Ho disposto i peperoni su una placca da forno su cui avevo steso la carta apposita, li ho irrorati con un filo d’olio e li ho lasciati a cuocere in forno già caldo (190° ca.) per 20/25 min. sorvegliandoli spesso, perché volevo che la carne del peperone si appassisse ben bene, ma non si bruciasse la pelle in modo eccessivo.

Col senno di poi si possono apportare due modifiche: la prima consiste in una sbriciolata di olive taggiasche da aggiungere all’imbottitura, e di conseguenza la seconda, il sale anziché metterlo nel composto, macinarlo grosso sopra i peperoni prima di metterli in forno. Sarebbe da provare anche con i capperi, chissà…

Li ho mangiati un paio d’ore dopo, appena tiepidi, con del pane integrale per raccogliere gli umori che avevano lasciato sulla teglia…. Non dico che la delusione è passata (troppo facile sarebbe), ma la pancia mi è stata grata.

Melanzana e pomodori a strati

WP_20150912_003L’altra sera ho preparato una cenetta veloce a base di melanzane, pomodori e formaggio. Non sono un amante delle melanzane, e questo è uno dei pochissimi modi in cui riesco a mangiarne (anzi: divento goloso se son cotte così o preparate alla griglia con battuto di prezzemolo e aglio).

Ingredienti (per due persone):
– 2 melanzane medie
– 4-5 pomodori (tipo piccadilly o, comunque, dalla polpa abbastanza “asciutta”).
– una confezione di formaggio Galbanino
– sale, olio, origano

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Preparazione

Tagliate a fette (spessore circa 1,5 cm) le melanzane e passatele alla griglia per qualche minuto finché non appassiscono. Intanto preriscaldate il forno a 180 gradi. Tagliate a fette anche i pomodori (spessore circa 0,5 cm) – se usate pomodori molto acquosi è meglio tagliarli 20 minuti prima, salarli e far scolare l’acqua  – e il Galbanino (fette più fini possibile).

Coprite una teglia da forno con carta da forno e disponetevi le melanzane stratificandole: 1 fetta di melanzana, fette di pomodoro a coprire, una fetta di galbanino, sale, origano.

WP_20150912_002Ripetere per due (o, volendo, anche tre) strati.

Aggiungere un filo d’olio e infornare (180 gradi) per circa 5 minuti (quando il formaggio inizia a fondersi sono pronte).

Varianti:

  • Si possono usare vari tipi di formaggio, ma io prediligo quelli che fondono. Si può usare anche la mozzarella, ma ricordatevi di tagliarla una mezz’ora prima e di farla un po’ asciugare, altrimenti le melanzane saranno costrette ad imparare a nuotare (pomodoro e mozzarella fanno molta acqua)
  • Si possono aggiungere filetti di acciuga (mettere meno sale) su uno degli strati, oppure qualche affettato (prosciutto arrosto, pancetta affumicata) o, addirittura, una fettina di lardo sull’ultimo strato, al posto del formaggio (lasciare in forno un paio di minuti in più).

Una nota: con due melanzane fate una cena completa, senza bisogno di altro (e con poco pane). Se ci sono altre portate una melanzana (magari grande invece che media) è sufficiente.

Buon appetito

Cenetta fresca e leggera contro il caldo estivo

CenettaFrescaIeri sera, causa il gran caldo, mi son divertito a preparare una cenetta fresca e leggera. Oddio, divertito solo in parte: siccome ho voluto grigliare delle zucchine, ho passato 20 minuti stile “inferno”, ma ne è valsa la pena. Come si intuisce dalla foto il risultato può esser gustoso e anche bello da vedere…

Iniziamo con gli ingredienti (per preparare due piatti uguali a quello della foto):

  • 2 fette di pane, leggermente tostate
  • 7-8 zucchine non molto grandi
  • Qualche fogliolina di menta (meglio se colta di fresco)
  • 2 foglie grandi di basilico
  • 100 grammi di salmone affumicato (o pesce spada o tonno, in base ai gusti) – servono, comunque, circa 4 belle fette
  • 100 grammi di stracchino (ma si può usare anche un qualsiasi formaggio fresco spalmabile)
  • 10 pomodori piccadilly non grandi (si possono usare altri pomodori, basta cambiare la quantità)
  • Sale, pepe,olio, origano e spezie varie secondo i gusti

 

Iniziamo dal preparare il “millefoglie di salmone, zucchine e pomodoro”: affettate per il lungo le zucchine (spessore circa 3 millimetri), grigliatele e tenetele da una parte. Affettate 6 pomodori a rondelle (spessore circa 5 millimetri). Costruite una base (per ogni piatto) più o meno quadrata con le zucchine (io l’ho fatta di circa 10 cm di lato), metteteci sopra i pomodori, un pizzico appena di sale, origano o altre spezie e completate il “piano” con mezza fetta di salmone. Ripetete (zucchine, pomodori, salmone) per altri 2 “piani” e completate con una foglia di basilico sul “tetto” ed appena un filo di olio. Attenzione al sale: ci sono varietà di salmone molto saporite e quindi è meglio non esagerare. Varianti: potete aggiungere delle finissime fettine di limone nei vari strati, oppure delle fette di mozzarella.

Amalgamare metà stracchino con le foglie di menta tritate, aggiustare di sale e/o spezie. Scavare i 4 pomodorini avanzati (tenere da parte la polpa). Salare e pepare l’interno del pomodoro e riempirlo con l’impasto di stracchino e menta. Anche in questo caso, una fresca variante è l’aggiunta di un po’ di scorza di limone tritata fine.

Con la polpa scavata dai pomodorini, unita alle rondelle avanzate dal “millefoglie”, ho preparato una bruschetta: tritato tutto, salato, pepato, speziato e messo su una delle due fette di pane tostato. Mentre sull’altra fetta ho spalmato l’avanzo di stracchino, un pizzico di pepe, e ho posto sopra la fetta di salmone avanzato. Ovviamente: metà fetta per piatto et voilà, la cena è servita.

Vi avviso: è leggera. Con questo caldo io volevo proprio un piatto fresco e un frutto… Ma se le condizioni climatiche fossero state meno torride, probabilmente mi sarei mangiato entrambi i piatti io da solo 🙂