La crisi in giallo (AA. VV.)

(da Amazon)

Altra raccolta di sei racconti a cura di Sellerio, dove il giallo incontra i problemi di tutti i giorni e i vari indagatori (o quasi) si scontrano con i problemi legati alla crisi.

Si parte con Antonio Manzini (“L’anello mancante“) che fa indagare il suo Schiavone su un morto trovato in una cappella al cimitero (sì, lo so, di solito i morti stanno al cimitero, ma questo era di troppo). Se all’inizio poteva sembrare una particolare storia di attaccamento amoroso, alla fine si rivelerà un semplice stratagemma per nascondere qualcosa. E Schiavone, con i suoi metodi, riuscirà a mettere tutto a posto.

Ecco invece un autore che ho gradito nella precedente raccolta (Vacanze in giallo) e che ritrovo con piacere in questa: Gaetano Savatteri. Soprattutto perché intreccia il racconto con (quella che sembra) la sua vita reale. In questa nuova storia (“Il fatto viene dopo“) fa riferimenti alla precedente e, anzi, la vicenda si scatena proprio perché i personaggi a lui intorno (veri o inventati, chissà) riconoscono in lui il famoso scrittore che ha pubblicato un racconto e gli chiedono, per questo, di parlare dei loro problemi. Purtroppo la vicenda è fin troppo tragica e i danni della crisi, in questo racconto, sono pesanti. Per fortuna l’autore sa ben dosare leggerezza e serietà, ironia, critica e saggezza.

“Chi ha pane non ha denti, chi ha denti non ha pane” ci dice Francesco Recami, raccontandoci ancora una volta degli inquilini della casa di ringhiera. Le cose sono un po’ cambiate, ma il vecchio Consonni e la sua compagna riescono a rimediare a quello che la crisi causa, con generosità e disponibilità. Recami da sempre mette una buona dose di riso amaro nei suoi racconti (e forse è per questo che lo apprezzo) e riesce a mostrare come la gente, quando si aiuta, può fare grandi cose anche nelle piccole vicende quotidiane di ogni giorno.

Nicola Fantini e Laura Patriani ci raccontano dell’ “Operazione Raskol’nikov“. Nuovi autori (per me) che ambientano le vicende in una grande città. Una coppia (lui ex sindacalista e revisore dei conti delle sezioni, abituato a chiedere e indagare, lei professoressa abbastanza vicina all’età pensionabile, ma non troppo) vive la tragedia di un omicidio all’interno del palazzo dove abitano. Con modi semplici e non sempre “a regola” riescono a fare chiarezza e anche a mitigare gli effetti di una crisi usata – stavolta – come scusa per aumentare lo sfruttamento dei lavoratori.

Dominique Manotti – altro autore nuovo per me – ci parla (“Libera concorrenza“) di come le grosse aziende internazionali sfruttino la crisi per manovrare acquisizioni e fusioni. La vicenda parte da uno scandalo di bustarelle di un certo dirigente e di come la giustizia, a volte un po’ piegata agli interessi di stato, usi tutti i mezzi per indebolire un competitor di un produttore del proprio Paese. Fino a che il produttore può comprarsi il competitor. Libera concorrenza, appunto.

E arriviamo al mitico Marco Malvaldi (se ve lo chiedete: sì, è per lui che ho comprato la raccolta) che ci parla del fatto che del maiale “Non si butta via nulla“. No, non è un trattato sulla lavorazione della carne suina, ma sono proprio i maiali a essere protagonisti della vicenda: protagonisti dalla vita breve, perché vengono assassinati con cibo avvelenato. Indagando e scavando, Alice (con la complicità di Massimo e il supporto dei vecchietti) risolve il caso brillantemente.

Decisamente letture estive e piacevoli. Tutti i racconti, inoltre, hanno una vena di ironia che alleggerisce le vicende più tristi. In generale mi son piaciuti tutti: Quello di Manotti – forse – per i miei gusti è stato il più peso da leggere. O meglio: è stato peso all’inizio, ma quando la vicenda ha iniziato a dipanarsi è diventato più chiaro. Anche Fantini e Patriani usano uno stile di scrittura non leggero, ma in quel caso aiuta ad entrare nei personaggi e nel clima.

Il prezzo è rimasto in linea al 2014: 14 Eur per circa 300 pagine da sfogliare e leggere avidamente. Consiglio l’acquisto al supermercato o su Amazon, che hanno solitamente uno sconto medio del 15%. Meglio se Sellerio abbassasse il prezzo di un paio di euro, perché la crisi la sentono anche i lettori. Però, dai, non possiamo lamentarci dato che la raccolta di quest’anno ha lo stesso prezzo dell’anno scorso.

Buona lettura.