Capra e calcoli : l’eterna lotta tra gli algoritmi e il caos (Marco Malvaldi, Dino Leporini)

(dal sito dell’editore)

Ebbene sì, di nuovo Malvaldi (1 di 2). Ma questa volta niente vecchietti (sono nel prossimo post): ci dedichiamo ad un saggio su algoritmi, modellazione della realtà e studio della stessa. E questa volta Malvaldi è in coppia con Dino Leporini (di cui non conosco nulla ma che – leggo – è insegnante e ricercatore di Fisica all’Università di Pisa). Immagino siano collaboratori in varie ricerche sui liquidi (argomento in cui entrambi sono esperti). E in questo libro ci vogliono parlare di come la realtà (spesso caotica)  viene descritta (più o meno bene) con modelli e algoritmi, a volte in modo discretamente corretto, a volte in modo disastroso. Per inciso, con questo libro hanno vinto, nel 2014, il “Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica

Ma cosa è un algoritmo? Semplificando al massimo, potrei dirvi che è un insieme finito di istruzioni per portare a termine un compito. Per esempio le indicazioni per raggiungere un certo posto, o la ricetta per preparare un determinato piatto. Ma ricordandoci che – se date in pasto ad un computer – queste istruzioni devono essere estremamente dettagliate e non devono dare niente per scontato.

Ecco quindi che gli autori descrivono come nascono gli algoritmi, come sia necessario creare modelli di realtà (una versione semplificata della situazione reale, per permettere uno studio approfondito di cosa accade), e di come a volte l’errata modellazione porti a tragici errori (ad esempio viene analizzato e spiegato il crollo azionario del 6 maggio 2010 a Wall Street noto come flash crash: tutto merito di computer estremamente veloci, ma istruiti in modo da non gestire quella particolare situazione). E si finisce con la realtà virtuale e con l’intelligenza artificiale, chiedendo (provocatoriamente) se un computer è in grado di intuire e di essere cosciente.

Insomma, da informatico era da mesi che tenevo quel libro nella “lista dei desideri” di Amazon. Al di là delle implicazioni lavorative (capire meglio gli oggetti con cui lavoro) mi interessava avere una prospettiva particolare sulla programmazione, e sapevo che Malvaldi poteva darmela. Ed ho scoperto tante cose, alcune più legate alla matematica pura (come riuscire a calcolare l’area di un oggetto dalla forma strana usando solo un righello, un foglio, un punteruolo ed una scimmia), altre alle scienze informatiche, altre ancora a come queste scienze sono applicate nella vita di tutti i giorni (sapevate che i siti di vendita on line ricalcolano costantemente i prezzi di vendita basandosi sul prezzo dello stesso oggetto applicato dai concorrenti, così da cercare di ottenere sempre qualche vantaggio?).

Esposizione chiara? Direi di sì, Malvaldi è un brillante scrittore (non so quanto abbia contribuito, a livello di testo, Leporini) ed ho ritrovato in questo libro lo stile di “Le regole del gioco” (ma, un po’, anche di “Scacco alla torre“). Però – forse per l’argomento – appena più confusionaria dei romanzi dello stesso autore. Provo a spiegarmi con un esempio: in questo genere di libri Malvaldi parla come un (competentissimo) professore ad una platea di studenti, nei romanzi è come se raccontasse una storia della buona notte ai figli. Due stili diversi, con qualche nota in comune (ironia, battuta pronta, la meravigliosa capacità di rendere semplici cose complesse) ma, comunque, con accenti e ritmi diversi. Ecco, questione di gusto personale: preferisco LEGGERE il Malvaldi romanziere, e preferirei ASCOLTARE il Malvaldi divulgatore (credo sappia decisamente come tenere sveglia e attenta la platea). Leggere il Malvaldi divulgatore è, secondo me, il 5% più difficile del Malvaldi romanziere.

Lascio da ultimo, come sempre, la questione prezzo. Questa volta sono soddisfatto: 15 Euro prezzo di copertina (per la mia edizione). Ma ancora meglio per l’edizione del maggio 2016 con copertina flessibile, venduta a 11 Eur. E su Amazon, come sempre, si scende ancora.

Nella mia scala di valutazione credo che i saggi valgano qualcosa di più dei romanzi. Pur riconoscendo che in entrambi i casi ci sono squadre che lavorano molto e bene per trasformare una idea in pagine stampate, il prezzo di 15 Eur mi sembra più adeguato per un saggio (come questo) che per un romanzo. Poi, logicamente, più il prezzo è basso (entro certi limiti) più son contento. Però, insomma, il libro li vale tutti i 15 Euro.

E per finire, un consiglio. Questo libro è leggibile da tutti? Non proprio. Chiunque sia curioso di questi argomenti troverà pane per i suoi denti. Ma chi non è proprio interessato a computer, algoritmi, modellazione della realtà, è meglio se lo sfoglia un po’ prima di comprarlo, oppure se lo fa prestare. La lettura è semplice nonostante un pizzico di teorie “matematiche” (ma senza formule), ma se l’argomento non vi incuriosisce neppure un po’ lasciatelo perdere. Per chi vuole, posso prestare (o forse è meglio dire “noleggiare”?) la mia copia per una fetta di torta al cioccolato 🙂 ).

Buona lettura.

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