[Anteprima] Non guardare nell’abisso (Massimo Polidoro)

Ci siamo quasi: fra un mesetto circa uscirà il nuovo thriller di Massimo Polidoro, secondo capitolo delle avventure di Bruno Jordan, giornalista di cronaca nera che, nel precedente libro (“Il passato è una bestia feroce“), riuscì a salvare una sua vecchia amica da un pazzo (ehm, ok, ho semplificato troppo: vi assicuro che la storia è veramente avvincente).

(dal sito di Massimo Polidoro)

Anche in questa occasione Massimo sta reclutando una squadra (come quella per il precedente romanzo) che possa aiutarlo nel lancio del libro. Il più grosso regalo che viene fatto alla squadra è quello di ottenere in anticipo il testo (la volta scorsa in forma digitale, quest’anno non so come verrà consegnato) e poterlo leggere prima di tutti per poterne poi parlare quando sarà in libreria. E poi ci sono stati un po’ di “regali” da parte di Massimo 🙂

Nella precedente occasione anche io facevo parte della squadra, ed è stato davvero emozionante trovarsi in mezzo a gente creativa e attiva, con tante idee e proposte. Se volete provare questa esperienza andare su questa pagina e cliccate su “Voglio entrare nella squadra!“. Ma attenzione: i posti sono limitati! Le iscrizioni si chiuderanno alla mezzanotte del 24 maggio.

Buona lettura!

Kobane Calling (Zerocalcare)

(dal sito Feltrinelli)

Voglio aprire con una citazione di Zerocalcare, dal suo blog (post per la presentazione del libro)

Oh, speriamo che il libro non ve fa schifo.

No, non mi ha fatto schifo il libro. Anzi, devo dire che vale la pena leggerlo, che i suoi 17 euri (sconto sito Feltrinelli) li vale tutti, che il lavoro che hai fatto è un bel lavoro. E che farò girare la mia copia fra una cerchia (ristretta, per esser sicuro che il libro torni a me) di parenti e amici per farlo conoscere.

In quale avventura si è lanciato il nostro Zerocalcare questa volta? Se in passato ci ha raccontato le vicende di tutti i giorni e i viaggi nel suo animo, questa volta si è impegnato in un progetto di documentazione dell’attuale situazione fra i confini di Siria, Turchia ed Iraq.

Tutti conosciamo la situazione di quella zona, vero? Ci arrivano notizie dai TG, da approfondimenti… ma è veramente tutto? In generale, per qualsiasi cosa vada oltre ai nostri confini provinciali tendiamo a farci una idea di base ma – a meno che non ci sia un interesse specifico – rimaniamo molto nel vago.

Ecco, Zerocalcare ci racconta come ha vissuto la situazione, cosa ha visto coi suoi occhi, cosa ha sentito con le sue orecchie. In due viaggi ha toccato varie zone in cui combattenti ISIS, curdi combattenti per la libertà e popolazione civile si sono incontrati e scontrati. Da quello che ho capito, approfittando di un “viaggio umanitario” (consegna medicinali e altri aiuti) il nostro fumettista ha potuto incontrare l’umanità più varia (“facce curde, arabe, assire… musulmane, cristiane, yezide…” – pagina 150 del libro) che combatte l’ISIS, che ricorda i propri morti, che vive fra vari fuochi…

Un testimone diretto, attento osservatore. Doppiamente attento perché ha lo sguardo del fumettista (che cerca di cogliere ogni dettaglio per riproporlo graficamente a noi) e quello della persona che vuol capire bene tutto. Ed ha l’umiltà di chi vuol imparare piuttosto che giudicare. Una delle caratteristiche che già si notava negli altri fumetti (ho letto – come libro – solo “La profezia dell’armadillo” ma ogni tanto mi guardo le mini storie che pubblica sul suo web) è che Zerocalcare difficilmente dà un giudizio: tende ad esporre i fatti e a lasciare a noi le riflessioni. Riesce ad esporre in modo neutrale i fatti? Nessuno di noi può farlo (ognuno media qualsiasi racconto con il proprio vissuto), ma questo autore quasi mai pone i fatti raccontati come verità assoluta. Il suo racconto – secondo me – è molto “pulito”: molti fatti, nudi e crudi. Quando necessario raccontati con delicatezza o accompagnati da stupore. Racconti da cui traspaiono anche le sue dirette emozioni (in alcuni passaggi sembra quasi “innamorato” – ma forse mi sbaglio 🙂 )

Mi è piaciuta anche un’altra caratteristica: raramente vengono date per scontate le cose. Spesso – con fare ironico e in certi punti anche un po’ dissacrante – vari “personaggi” ci aiutano a capire i dettagli. Dall’armadillo (una specie di coscienza di Zerocalcare) a George Pig (il fratello di Peppa, che rappresenta qualsiasi rompiscatole pronto a criticare) fino al Mammuth che rappresenta le origini e tutto ciò a cui l’autore è attaccato. Intercalando questi personaggi nel fumetto, al lettore arrivano (a volte insieme a voluminose risate) le più disparate spiegazioni su cose che potrebbero esser date per scontate e che invece ti fanno leggere tutta la storia in modo diverso.

Non mi esprimo sul tratto grafico: a me piace (gusto personale) il fumetto semplice, quello da singoli tratti (quello che di solito si trova nelle strisce dei giornali – amo, per esempio, Calvin & Hobbes, Snoopy ed i Peantus, Garfield, …). Lo stile di Zerocalcare è su questa linea, e quindi mi piace. I personaggi, solitamente, hanno tratti che li ammorbidiscono e li rendono accattivanti e simpatici. L’alter ego fumettistico dell’autore – nonostante i pochi semplici tratti che lo definiscono – è comunque altamente espressivo. Provate a guardare i personaggi negli occhi: alcuni parlano senza bisogno del fumetto.

Un libro che merita decisamente. Sì, 20 Euro (prezzo ufficiale) non sono pochi, ma come detto lo si trova scontato a 17 Euro. Certo, anche io avrei preferito un prezzo intorno ai 15 Euro, ma se considerate che avrete fra le mani ben 1,160 chili di fumetto per 260 pagine, penso siate d’accordo che il prezzo è accettabile.

Al di là dei valori fisici, però, il libro merita per le storie che racconta, e perché ci fa comprendere meglio alcuni dettagli della storia attuale, qualcosa che ci riguarda tutti, anche se ci sembra lontano (ma la mia paura è che sia più vicino di quanto vorremmo che fosse…). Ci porta, alla fine, dettagli che continuiamo (coscientemente o meno) ad ignorare.

Buona lettura

[Novità] Game, Set, Match (Mats Holm, Ulf Roosvald)

(dal sito dell’editore)

Oggi mi vanto un po’, se permettete. E anche se non permettete, mi vanto lo stesso, tanto questo blog è mio 🙂

Ma so che agli appassionati di tennis potrà far piacere sapere che è uscito un libro che parla dell’epoca d’oro del tennis svedese: il sottotitolo dell’edizione italiana è, infatti, “Borg, Edberg, Wilander e la Svezia del grande tennis“. Confesso di aver seguito solo di sfuggita le vicende tennistiche di quegli anni, appassionandomi a qualche bella impresa ma non seguendo in modo assiduo nessuno dei tre nomi citati (e poco anche gli italiani di quel periodo).

Vi chiederete, allora, perché mi vanto. Ma perché la versione italiana è stata tradotta, dallo svedese, da Alessandra Scali. Come dite? Quel cognome vi ricorda qualcosa? E certo! Ho la fortuna di averla come cugina (insieme a tutte le altre cugine e cugini, ovviamente :-)).

Quindi vi invito a correre a frotte a comprare questo libro, così le verranno affidate nuove traduzioni, e lei mi invita a cena fuori per festeggiare 🙂

A parte gli scherzi, ve lo consiglio perché mi fido di Alessandra che mi dice che è un bel libro, e anche perché so come lavora Alessandra: precisa e attenta ad ogni dettaglio finché non è convinta di aver reso in modo corretto l’idea che l’autore ha scritto con quelle specifiche parole. Ma vi lascio alla “recensione” che mi ha fatto lei 🙂

“Sì, è scritto molto bene, scorrevole, chiaro, puntuale, e a tratti anche molto ironico. Spero di aver reso giustizia agli autori 🙂

È una storia più unica che rara, sullo sfondo di un’epoca particolare come gli anni 70 e 80 che ha portato venti di cambiamento in tutto il mondo… E anche nella piccola Svezia, un paese “ai margini” [sic nel testo] che grazie a un felice quanto inusuale connubio tra stato sociale, politiche all’avanguardia e boom economico si trovò all’improvviso ad essere il paese più ricco del mondo, oltre che la culla dello sport più popolare all’epoca, il tennis. E attraverso il tennis e il percorso sportivo e umano delle tre stelle Borg, Wilander e Edberg gli autori descrivono  in maniera oggettiva e disincantata questa “terza via” al socialismo (come la battezzò il giornalista americano Marquis Child), con tutte le sue luci e anche le inevitabili ombre, riuscendo a dipingere un ritratto accattivante ed estremamente variegato di un’epoca che ha segnato la storia del tennis in particolare e la storia svedese e mondiale in generale. Il libro è ricco di aneddoti interessanti anche su gli altri grandi campioni della cosiddetta “età dell’oro” (su tutti Ashe, Panatta, Nastase e McEnroe) e pur essendo pensato per un pubblico di appassionati è sicuramente una lettura molto godibile anche da chi non ha mai preso in mano una racchetta”

Sul sito dell’editore potrete trovare qualche informazione in più, oltre al prezzo (16 Eur), ed anche un video della finale di Wimbledon del 1978  (linkato da YouTube). Il libro dovrebbe uscire a fine mese (una data precisa nel sito non è riportata) ma lo si può già prenotare.

Che dire: buona lettura. Ed invito tutti coloro, appassionati o meno di tennis, che leggeranno il libro a commentare questo post e dare le loro impressioni.