L’Erba dei Vicini (#EDV) – alcune considerazioni dopo le prime puntate

Dopo avervi invitato a guardare il programma di Severgnini, L’Erba dei Vicini (abbreviato e hashtaggato #EDV), e dopo averne guardato, io stesso, le prime due puntate, provo a fare un paio di considerazioni – assolutamente personali – su questo programma.

Iniziamo dal “presentatore” Beppe Severgnini. Non nasce presentatore ma giornalista (e si vede). Lo stimo molto perché ha uno stile tutto suo di fare giornalismo: pacato, gentile, fatto di piccole cose, di piccoli elementi che, messi tutti insieme, ti danno il quadro generale e ti permettono di affrontare il tema da vari punti di vista. Mi piace ascoltare le sue opinioni: magari non condivido tutto, ma son convinto che sia una persona che può contribuire (sia come voce critica, sia come supporto) alla formazione di alcuni miei pensieri.

Beppe ha girato il mondo ed attraverso questa sua esperienza è nato il programma. Che non vuol essere un confronto nudo e crudo, ma una via di mezzo fra la conoscenza di un Paese, un’analisi dei luoghi comuni (sia nostri verso loro, sia loro verso noi), e una gara a chi fa meglio certe cose. La puntata del 9 novembre parlava della Germania, quella di ieri (16 novembre) della Gran Bretagna.

Non vi racconto come si svolgono le puntate, dico solo che ci sono 4 temi di confronto, che vengono analizzati con brevi servizi e commentati da ospiti in studio. Il tema della scuola, per esempio, è stato affrontato in entrambe le puntate (anche se si sono dedicati a fasce di età diverse), il salario solo con la Germania, l’acquisto della casa solo per la Gran Bretagna. Finito il servizio e le interviste, il pubblico in studio e quello da casa votano ed assegnano un punto al Paese che ritengono se la cavi meglio (ricordiamo che il motto della trasmissione è “Se siamo più bravi possiamo insegnare, se sono più bravi dovremmo imparare”). Non c’è, però, un giudizio lapidario e finale a cui tutti si dovrebbero attenere, ma una semplice analisi percentuale di quello che il pubblico pensa.

Ma parliamo di cosa mi piace e cosa penso andrebbe migliorato nella trasmissione (ovviamente si tratta di opinioni personali). Divido tutto in pochi punti:

  • I tempi: nonostante le 2 ore di trasmissione e la poca pubblicità presente, in entrambe le puntate ho avuto la sensazione che Beppe sia arrivato col fiato corto a fine puntata, costretto a rincorrere tempi stretti. Beppe non è un presentatore e seppur si comporti bene in video, probabilmente manca di un po’ di esperienza per sfruttare bene i minuti a disposizione.
  • Come vengono trattati i temi: ce ne sono alcuni (lo stipendio del lavoro in Italia-Germania, la scuola sia in Italia-Germania che in Italia-Gran Bretagna, solo per citarne alcuni) che vengono approfonditi bene, altri meno. Si sa che un servizio video e una intervista sono per forza limitati, ma in alcuni casi (vedi quelli citati) gli autori sono riusciti ad affrontare il tema nelle sfaccettature più significative (anche con ironia) e gli ospiti in studio hanno aggiunto informazioni e chiarito cose. Ce ne sono altri (la casa a Londra, per esempio) dove si affronta solo una particolare casistica del problema e lo spettatore rimane (o almeno io son rimasto) con le idee meno chiare. Volendo dare de numeri: 50% dei temi affrontati bene, 50% necessitavano di approfondimento o approccio diverso.
  • Ci sono ospiti che intervengono nel confronto sul tema: sono sempre preparati e parlano abbastanza chiaro. A volte però Beppe è costretto a forzarli a risposte brevi a causa della scarsezza dei tempi (come dicevo al primo punto), ma in generale mi piacciono. Ci sono poi ospiti extra tema (che si esprimono sempre sul Paese, ma non entrano in un tema specifico), come – nella puntata di ieri – Enrico Bertolino e John Peter Sloan, o Enrico Brignano (nella puntata precedente). Di solito fanno monologhi, o sono intervistati da Beppe su qualcosa di particolare. Nonostante sia piacevole ascoltarli, penso che basterebbe un solo ospite extra tema a sera, così da avere, fra le altre cose, quei 5 minuti in più per non arrivare in corsa alla sigla finale.

Insomma, devo dire che l’impianto del programma mi piace. Anche Beppe, seppure a volte un goccio impacciato (come quando aspetta i voti) o anche se in difficoltà coi tempi, se la cava benino con la scena e benissimo con le sue riflessioni (che non hanno mai il sapore di definitivo ma che mettono molti puntini sulle i). C’è, nella trasmissione, una buona dose di ironia (ed autoironia) che la rende leggera (ma mai stupida o superficiale). Ci sono cose da migliorare – non è un ingranaggio (quasi) perfetto come le trasmissioni di prima serata delle reti ammiraglie – ma è fatto con passione.

Merita di esser visto, perché mette in luce alcuni difetti di noi Italiani, ma controbilancia con alcuni pregi. Potremmo dire che il programma ha lo stesso clima che si potrebbe respirare fra due amici che si incontrano dopo tanto tempo. Uno è stato per anni all’estero e l’altro in Italia: nasce un confronto amichevole, mentre si sorseggia una birra (o del buon vino), si sorride dei difetti nostri e degli altri, e si gioisce delle cose fatte bene.

Lunedì prossimo Italia-Francia. Con gli eventi degli ultimi giorni sarà una puntata, son pronto a scommetterci, molto speciale.

Se volete rivedere le puntate precedenti, potete andare sul sito della trasmissione e guardarle in qualsiasi momento.

Buona visione.

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