Tre castelli e un po’ di “foliage”

Vite americana rosso intenso

Vite americana rosso intenso

Confesso di non amare molto il termine “foliage” (parola inglese solitamente usata alla francese e che indica – più o meno – l’insieme delle foglie di una pianta e che, nel contesto autunnale, richiama i toni rossastri delle chiome degli alberi), ma sembra esser di moda e, soprattutto, è più corto da scrivere nel titolo, e quindi lo userò (santa pigrizia 🙂 ).

Approfittando dei bei giorni di inizio novembre (domenica 1, per l’esattezza), abbiamo viaggiato (io e Bea) in una zona della toscana che, in questo periodo, è veramente particolare e bella: il Casentino. Non che nelle altre stagioni sia brutta, ma è in questa stagione che si può ammirare, appunto, il “foliage”:  distese intere di fogliame dai colori viranti dal giallo all’arancione al rosso intenso.

Ecco su mappa il nostro percorso, se voleste provarlo. Ma se avete tempo fate una deviazione verso il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, che vale la pena.

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Prima di lasciarvi alle foto dei luoghi, vi racconto in breve alcuni di essi.

il percorso è un anello che inizia (A) e si chiude (G) a Pontassieve. Percorre parte della statale 67 per Forlì, deviando verso  Londa, fino ad arrivare a Stia. In quel tratto, presso il valico di Croce ai Mori (B) ci siamo fermati a scattare le prime foto ai mille colori dell’autunno, fra castagni, lecci e foreste a perdita d’occhio. Prosegue poi per Porciano (C), Stia (D – piazza del parcheggio) ed il castello di Romena (E). E ritorna a Pontassieve dal passo della Consuma (F).

Castello di Porciano

Castello di Porciano

Porciano è un piccolo paese arroccato sul colle a nord di Stia, cosa che garantisce un’ottima visuale panoramica fino a Poppi e oltre. Il castello, in cima al cocuzzolo, è piccolo ma carino. Rimesso in sesto dagli attuali proprietari e gestito, nel periodo estivo, da volontari (nessun biglietto di ingresso, ma è possibile lasciare un’offerta). Al suo interno si trovano vari oggetti dell’uso contadino ed una spiegazione dei lavori di restauro. Dal piano più alto si gode di una buona visuale. All’inizio del paese, lungo la strada che vi arriva, si trova un piccolo parcheggio. Il paese ha solo vie pedonali, ma è anche molto piccolo ed è piacevole passeggiarci in mezzo. La torre (anzi, le torri) del castello, in parte coperte di vite americana, hanno un colpo d’occhio veramente spettacolare. Attenzione, il castello è aperto (visitabile) solo i giorni festivi da Maggio ad Ottobre (noi abbiamo avuto fortuna a trovare l’ultima apertura della stagione). Potete sfogliare questo volantino per maggiori info.

Palagio di Stia

Palagio di Stia

A Stia troverete, invece, una ricostruzione (datata inizi del ‘900) di un “palagio“, un palazzo signorile anticamente appartenuto ai conti Guidi. Al suo interno si svolgono mostre, ma quando siamo passati noi era tutto chiuso. Il palagio si trova dentro l’omonimo parco, piccolo ma carino (il punto D nella mappa indica il parcheggio a ridosso del parco) – se avete bisogno di fare rifornimento d’acqua, sotto una moderna copertura, nel parco, trovate alcune fontanelle.

Merita una visita (da svolgere tranquillamente a piedi) anche la parte vecchia della cittadina, che trovate scendendo a destra rispetto al parco. Vicoli, portici, piazza centrale con la fontana. E se è aperta entrate nella Pieve che contiene alcuni lavori (fra le altre cose) dei Della Robbia. Unico problema, almeno per noi: non abbiamo trovato un ristorantino dove mangiare qualche specialità del luogo. I tre che abbiamo visitato erano tutti pieni.

Può meritare un salto anche a Pratovecchio (5 minuti di auto), ma è meno caratteristico di Stia. Però a noi è piaciuto perché abbiamo trovato da mangiare :-). Carini i portici e la piazza centrale, ma con un aria più “moderna” rispetto a Stia. Una delle strade per arrivare a Romena passa dalla piazza centrale (cercate via Arno nella mappa sopra): valutate voi se fermarvi oppure no.

Castello di Romena

Castello di Romena

Se vi va di camminare un po’, seguite in auto le indicazioni per Castello di Romena (e non per la Pieve). Appena inizia il filare di cipressi parcheggiate e raggiungete il castello a piedi seguendo la strada sterrata (sono circa 300 metri). Il complesso è molto carino e vale i 3 Eur a persona per l’ingresso. E’ rimasto poco della struttura originale (ricostruita in una delle sale) ma quel poco è affascinante. Se avete pazienza di leggere le varie storie e ricostruzioni scoprirete sia che Dante fu ospitato nel castello, sia che un episodio storico (inserito poi nella Divina Commedia) si è svolto lì, sia, infine, che l’idea dei gironi infernali, a Dante, potrebbe esser nata da una particolare usanza “carceraria” in atto nel castello. Ma vi lascio scoprire tutto da soli (è facile, basta seguire il link sul castello messo qualche riga sopra 😉 ).

Dal Castello potete proseguire a piedi fino alla Pieve di Romena, anch’essa molto particolare, in stile romanico e con deliziosi capitelli. Presso tale Pieve vive la “Fraternità” omonima. Purtroppo ho potuto fare solo una paio di foto da esterno, in quanto dentro era in corso la S. Messa. Visitata la Pieve potete tornare all’auto a piedi, lungo la via asfaltata (c’è un pezzo di 50 metri in ripida salita, poi diventa più morbida). Se invece volete fare in auto, c’è una comoda strada asfaltata che dal castello (o meglio, dall’inizio del filare di cipressi) porta alla Pieve.

Infine, sul paese della Consuma c’è da dire che è il luogo adatto per fermarsi per una merenda: al valico c’è uno chalet dove è possibile trovare della buonissima schiacciata ripiena (quella ai porcini è meravigliosa). Si gode anche di un bel panorama sui monti che circondano la zona (ma quando siamo arrivati noi era già buio e si vedeva poco). Scendendo in paese (direzione Firenze) si trova invece un alimentari dove fanno una schiacciata (non ripiena ma “ripienabile” con vari tipi di affettati) altrettanto buona. Devo dire una di quella in cui la reazione di Maillard si esprime al meglio: morbida dentro ma dalla crosta croccante e con un leggero retrogusto dolce che contrasta deliziosamente col salato tipico di questo alimento 🙂

Ed ecco una panoramica dei posti, fotografati durante il viaggio. Spero vi sia piaciuta questa gita ed abbiate voglia di farla anche voi, magari a primavera, quando i boschi si rinnovano, o in pieno inverno, quando la neve imbianca i monti, o in estate, con una bella passeggiata nelle ombrose foreste 🙂

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