Samfaina catalana

(immagine dal sito “la cuina de sempre“)

Il nome di questo piatto è esotico, ma è la versione catalana di ricette che si trovano in tutto il mediterraneo: dalla caponata nostra, al pisto spagnolo, alla ratatouille francese. La mangiavo da bambina e l’ho rifatta recentemente…. mi ricordavo bene che era un ottimo contorno per un secondo un po’ sciapo, ma niente vieta di mangiarlo come piatto unico con delle belle fette di pane per raccattare il sugo.

Gli ingredienti:

  • una melanzana
  • un paio di peperoni (meglio di colori diversi, fa più allegria alla vista)
  • una grossa cipolla dorata
  • 4/5 pomodori perini piuttosto grossi
  • 1 o 2 spicchi d’aglio (a vostro gusto)
  • olio extra vergine d’oliva
  • sale

alcune versioni prevedono anche un paio di zucchine, ma il loro sapore più delicato si perde in quest’insieme.

La parte più antipatica consiste nel tagliare tutte le verdure a dadini grossi quanto un polpastrello (di mano piccola, non di badile…), diciamo un paio di centimetri scarsi per lato.
Poi in un tegame capiente, si versa l’olio quanto basta per far cuocere tutte le verdure, si aggiunge l’aglio (intero, schiacciato, a fettine, in camicia, dipende dai vostri succhi gastrici), e i peperoni a dadini.
Si lascia soffriggere circa 10 minuti a fuoco medio alto, rimestando di tanto in tanto. A questo punto è il turno delle cipolle, e dopo altri 5 minuti, delle melanzane e dei pomodori (io ho messo i pomodori perché li avevo, ma niente vieta di metterci della salsa piuttosto densa). Dopo aver aggiustato di sale, si copre e si fa andare a fuoco più basso per un altro quarto d’ora / venti minuti. Il risultato dovrà essere sodo, come appunto, una caponata.

E’ assai più buono mangiato dopo qualche ora o addirittura il giorno dopo, tiepido o a temperatura ambiente. Oltre a servire di contorno, in Catalogna lo usano anche come salsa (magari lasciata più liquida), per cuocerci il pesce, le salsicce, il pollo, le uova…

Una variante nemica del colesterolo prevede che peperoni e melanzane vengano prima fritti e poi ripassati insieme agli altri ortaggi, a voi la decisione finale.

Se vi venisse in mente di aggiungerci pepe, peperoncino o erbe aromatiche, il risultato ovviamente cambierebbe (magari anche in meglio), ma tenete presente che, contrariamente a quanto si crede, la cucina spagnola (e quella catalana che gli piaccia o no ci rientra), non è mai piccante e usa pochissimo le erbe officinali, che spesso sono utilizzate quasi esclusivamente come piante ornamentali.

Non resta che augurare ¡buen provecho! (o se vogliamo il catalano)  bon profit! 

 

 

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