Ad un passo dalla luna…

WP_20150523_23_06_42_Pro__highresNo, il titolo di questo post non è una metafora di un sogno mancato per un soffio, ma descrive la situazione reale in cui mi son trovato sabato sera, introno alle 23.30, al Museo della Marineria di Viareggio.

Ma iniziamo con ordine. Fra i personaggi “internettiani” che seguo c’è Paolo Attivissimo, giornalista, divulgatore scientifico, cacciatore di bufale, appassionato di missioni spaziali e di astronomia (no, non quella degli oroscopi – quella roba indefinita lì è l’astrologia – questa invece si occupa dell’osservazione delle stelle, dei pianeti e di tutti i fenomeni “celesti”).

Fra i suoi amici c’è Luigi Pizzimenti, curatore del padiglione spaziale presso il parco-museo del volo “Volandia” a Milano e direttore della sezione astronautica dell’osservatorio FOAM13. Anche lui appassionato di missioni spaziali, astronomia ecc ecc (fra le altre cose, ha intervistato alcuni degli astronauti che hanno messo piede sulla luna).

Luigi ha chiesto alla Nasa (la faccio MOOOOLTO semplice) “Ehi, potete prestarmi una roccia lunare che faccio qualche conferenza in qua e là in Italia?” E la Nasa ha risposto “Sure! No problem!” e gli dicono che può andare a prenderla. Allora Luigi chiede a Paolo, vista la comune passione, di aggregarsi alla doppia spedizione: la prima per prendere la roccia, la seconda per portarla fra monti e valli italiche. Paolo, come potrete immaginare, appena riceve questa proposta si sente felice come un bambino la notte di Natale quando scopre che Babbo Natale non solo esiste ma è andato ben oltre la sua lista di regali. Per farla breve (perché breve non è), Paolo e Luigi si son messi a disposizione (tornati in Italia) di varie associazioni che volevano mostrare la roccia e raccontare un po’ della sua storia. 

WP_20150523_23_06_10_ProA Viareggio la roccia è arrivata grazie ad OctoberSky con la collaborazione di alcune associazioni (GAV in primis). Grazie alla collaborazione di molte persone ed alcuni enti è stato aperto il Museo della Marineria e la sua grande stanza è stata messa a disposizione per la conferenza.

In circa 1 ora e mezza Paolo e Luigi ci hanno parlato delle missioni Apollo, e in particolare della diciassettesima, a cui partecipava Harrison Schmitt, astronauta-geologo (prima volta di un geologo sulla luna). Ci hanno raccontato come è stata individuata la roccia, ce l’hanno fatta vedere nelle foto, ed hanno arricchito il tutto con piccoli aneddoti e chicche. Poi ci hanno parlato di come la Nasa gestisce queste rocce, dei caveau dove sono ospitate, dei prestiti alle varie università in tutto il mondo e degli scambi con la russia (rocce raccolte da sonde automatiche).

Il frammento da loro mostrato, “affogato” in una piramide di materiale simile a plexyglass, pesa circa 120 grammi. La roccia da cui è stato tagliato via pesa circa 8 chili ed è stata raccolta a 60 metri dal sito di allunaggio di quella missione: in alcune foto scattate dagli astronauti Paolo e Luigi lo hanno mostrato a noi. WP_20150523_23_22_04_Pro__highres

Dopo circa 30 minuti di spazio per domande varie, è stato dato il tempo per vedere da vicino la roccia. Ad un passo, proprio: e qui i tempi si sono allungati. Sia per lo stupore (le persone volevano ammirare bene questo frammento), sia per la disponibilità dei due relatori, si son formati capannelli che – alla fine – hanno costretto l’organizzazione a chiedere (sempre con molta gentilezza) di uscire, perché avrebbero dovuto chiudere il museo e anche Paolo e Luigi dovevano un po’ riposare.

Tanta gente (considerando che tutto è nato in una settimana), tutti molto interessati. Piccola piacevole sorpresa: fra i partecipanti anche “Astronomia Pratica“, blogger che, giornalmente, ci da informazioni sulla luna, sui transiti (visibili ad occhio nudo) della Stazione Spaziale Internazionale e tante altre chicche che mandano in brodo di giuggiole gli appassionati. Insomma: in una sola sera ho potuto dare un volto a tre entità “digitali” che seguo.

WP_20150523_23_06_57_Pro__highresUna bella serata: istruttiva e semplice. Sul sito di Paolo troverete le prossime date. Su Twitter seguite l’hashtag “#Tiportolaluna”. E se potete, partecipate, perché merita.

Ah: ulteriore nota piacevole. La serata di Viareggio era ad offerta libera: chi poteva lasciava qualcosa per finanziare le attività degli organizzatori (e per pagare le spese vive, immagino). Erano poi disponibili i libri di Paolo (“Luna? Sì, ci siamo andati” – debunking delle principali  tesi complottiste che dicono che non siamo mai andati sul nostro satellite) e di Luigi (“Progetto Apollo” – che parla delle varie missioni Apollo). Oltre ad una cartolina commemorativa con foto della roccia e descrizione della stessa (dove è stata raccolta, da chi e di cosa è composta).

Una bella serata (lo so, mi ripeto, ma è stata veramente bella), letteralmente ad un passo dalla luna (e, oltretutto, in una bella cittadina toscana). Mi auguro possiate, prossimamente, anche voi partecipare!

“Allende Baricco Benni Coe De Luca Gordimer Lessing Maggiani Oz Tomasi di Lampedusa raccontano”

TrivialPursuitLetterarioRegalo ben gradito, quello del Natale 2014: una versione di Trivial Pursuit con domande incentrate sul mondo della letteratura e dintorni (compreso anche il cinema).

Insieme al gioco, incluso nella scatola, Feltrinelli aveva inserito il libro che sto recensendo e che raccoglie una serie di racconti degli autori citati nel titolo.

Forse sono abituato male (alle raccolte “gialle” di Sellerio) ma non mi ha colpito molto questo libro. In primis perché non si capisce se c’è un filo logico o se è un semplice copia e incolla di pezzi di autori importanti ma scelti un po’ a caso. E poi perché non si capisce nemmeno se il brano fa parte di un racconto più ampio o se è un pezzo scritto appositamente per questa raccolta.

Il primo frammento, “Libri” di Alessandro Baricco, sembra essere estratto da qualcosa di più ampio (si intuisce dal primo capitolo del frammento, ma non ci sono introduzioni esplicative) e sembra calato nel contesto. Si parla di libri, autori, letteratura, imbarbarimento della qualità dei testi. Anche carino (mi è piaciuto leggerlo) ma che lascia le cose un po’ in sospeso…

Amos Oz, con “Papà” ci racconta la storia di un giovane israeliano, un ragazzo, diviso fra i suoi doveri presso il Kibbuz dove è ospitato e fra l’onore che vorrebbe rendere al padre. Nel racconto il lettore segue il ragazzo dal Kibbuz alla casa di cura dove si trova il padre e vive le perplessità su cui il ragazzo si trova a riflettere durante il viaggio: un contrasto i cui estremi sono la tradizione familiare e la vita di comunità. Un racconto “finito” ma aperto, che il lettore potrebbe continuare e farlo giungere a mille strade diverse con altrettante nuove conclusioni. Ma soprattutto una storia in cui al lettore è chiesto di condividere le emozioni del protagonista. Fra i 10 forse quello che mi è piaciuto di più.

“La gioia e la legge”, di Tomasi di Lampedusa, ci porta nel clima natalizio di una grande città: un impiegato riceve, come premio, un panettone di 7 chili. La gioia (più legata al motivo che al premio) si spenge, però, quando la moglie intima di consegnare il dolce al tal Tizio a cui la famiglia doveva una certa riconoscenza. Se vogliamo, un racconto alla Calvino, del tipo Marcovaldo, ma con minor ironia. Non male ma nella media.

Sono, invece, rimasto un po’ stranito da “Inverno in luglio” di Doris Lessing, storia ambientata in Sud Africa. Una ragazza, dopo aver girato mezzo mondo e senza aver trovato quello che cercava, sposa un uomo che vive col fratellastro. I tre si trovano a vivere nella stessa casa ma con un rapporto strano, in cui lei è combattuta fra i due uomini, così attaccati eppur così diversi di carattere; e l’attaccamento fra i due maschi ha qualcosa di particolare, che sembra andare al di là della fratellanza (ma non si capisce bene dove). Lunghetto, come racconto, ma col personaggio di lei ben definito. Dettagli ben curati ma che, purtroppo, non mi hanno fatto entrare in “risonanza” coi protagonisti (come mi è successo nel racconto di Oz).

Stefano Benni ci accompagna dentro un convento, a conoscere “Frate Zitto”: un religioso che ha scelto il silenzio come ripudio di tutte le controversie che porta la parola. Una metafora, forse, della ricerca dell’essenziale e dell’esclusione del superfluo, finché – però – non esplode l’amore. E’ il frate stesso che racconta le sue sofferenze e la sua storia, ma – anche lui – riesce a coinvolgermi solo in parte.

Mi sono piaciuti meno, invece, i frammenti del “Primo amore” di Isabelle Allende. Scrittura dal buon potere evocativo, ma storie semplici, quasi “banali”. Ma perché, immagino, tolte dal loro contesto: sono quattro minuscoli brani di romanzi diversi, anticipati da una breve introduzione dell’autrice. Il tema è il primo amore (e la forza evocativa ci vuole, per uno dei temi più passionali di tutta la letteratura). Però, appunto, tolti da un contesto che definisce meglio i personaggi e da maggior respiro alla storia, assumono la consistenza di una nuvola di drago: leggeri e sdolcinati.

“V.O.” di Jonathan Coe cambia decisamente prospettiva e ci immerge nel mondo dei festival cinematografici (in questo caso di film horror). Il protagonista, membro della giuria, vive una delle sue fuggevoli storie d’amore, stavolta con una giornalista impegnata nel festival. Ma la vicenda si sovrappone in modo quasi misterioso con una precedente storia: l’allora amante è adesso regista di un film in concorso (ma lei non sarà presente al festival, scopre sollevato il protagonista). La scena finale dove la nuova fiamma traduce i dialoghi del film (proiettato in Versione Originale – da questo “V.O.”) della vecchia fiamma, film in cui sono disseminati piccoli frammenti di quella passata storia d’amore, è qualcosa che mi ha piacevolmente sorpreso. Racconto che parte un po’ sornione, ma che sveglia il lettore nel finale. Secondo posto (fra i 10).

Erri De Luca ci presenta, invece, “Il conto” della sua vita. Quel conto che è anche “conto” di locale e che gli ha fatto prendere una drastica decisione. Racconta di una storia di amore e della sua fine, di una testardaggine che adesso ha meno senso, di vecchi rimpianti che ogni tanto riaffiorano a ricordarti di non fare più sbagli simili. Come sempre, amo come scrive De Luca, ma questo breve racconto mi ha emozionato meno rispetto ad altre sue opere.

“Che cosa stavi sognando” è la domanda che Nadine Gordimer mette nella bocca ad uno dei protagonisti del suo racconto. Simao sempre in Africa e la storia coinvolge tre persone: due bianchi (un uomo, che sembra in visita, forse un funzionario di una ONG, ed una donna che gli fa da guida e conosce il Paese) ed un nero a cui danno un passaggio. Strada, viaggio: sembra una metafora della convivenza fra le etnie nell’africa del sud, ed è anche quello che il passeggero racconta, un po’ attingendo da fatti veri, un po’ arricchendo con la sua fantasia. La voglia dell’uomo bianco di conoscere. Le spiegazioni che la donna fornisce, quando il passeggero è sceso. I racconti del passeggero. La differenza fra le lingue (rappresentata anche da due stili di scrittura diversi). Di per sé il racconto potrebbe essere riassunto con una foto: gli occhi del bianco che scrutano curiosi, dallo specchietto retrovisore, il passeggero che con occhi distratti racconta qualcosa. E lei che, dal posto accanto al guidatore, è voltata verso il passeggero e lo squadra con aria al tempo stesso indagatrice ed affettuosa. Penso che potrebbe meritare il terzo posto fra questi 10 racconti.

Ed eccoci al racconto (per me) più strano: “Zafferano” di Maurizio Maggiani. Strano perché parte dalla pianta dello zafferano, da come si coltiva, da come arrivava in Europa. Sembra quasi un saggio su questa preziosa spezia. Ma quando la spezia arriva al porto di Genova la sua storia si intreccia con quella di Paride, portuale dalla bellezza pari a quella di Rodolfo Valentino. E si racconta la sua nascita, la sua crescita, e di come molte donne lo ammiravano e avrebbero voluto essere al suo fianco, anche solo per un breve momento. Ma Paride si fidanza con Sascia. Ed anche qui la storia della sua nascita, della sua crescita e bla bla bla. E’ come se l’autore avesse iniziato un quadro col giallo, curato tutte le sfumature e al momento di fare il primo frego nero avesse preso una nuova tela e vi avesse disegnato sopra solo le linee e le ombre. E appena cambia colore prende una nuova tela e ricomincia a dipingere. Un trittico di parole ben curate ma che mi hanno lasciato spaesato… Devo dire che in questo racconto ho trovato una cura maniacale dei dettagli quasi a livello di Mann, ma – purtroppo – non ci ho capito nulla.

Non trovate questo libro nelle librerie: come vi dicevo era allegato al gioco (a proposito: grazie Ale e… a quando un’altra partita?) Ma se siete appassionati di giochi da tavolo / giochi di società e vi piace la letteratura, allora il Trivial Pursuit letterario della Feltrinelli fa per voi.

Io, dal canto mio, sto per immergermi in una scorpacciata di autori che adoro: Malvaldi (Le regole del gioco) e Faletti (La piuma). E un altro Malvaldi è, purtroppo da oltre un mese, in attesa di recensione 🙂

Buona lettura.

Promozione personale (2 di 2)

Oggi sono in vena di autopromuovermi…

Ebbene sì, con degli amici abbiamo formato un band musicale che suona cover (e prossimamente anche pezzi nostri) Pop-Rock. Sono ormai tre anni che suoniamo insieme e l’anno scorso ci siamo divertiti ad andar per sagre e feste ad animare un po’ le serate e a far ballettare un po’ di persone.

Venite a vederci, una delle prossime sere estive. Magari vi fermate a mangiare in una delle sagre paesane dove suoneremo, così potete gustare qualche buon manicaretto locale o bere una buona birra o un buon vino, il tutto al fresco della campagna toscana (insomma, siamo anche una buona scusa per uscire dal caldo cittadino).

Vi aspettiamo!!!

Ah, quasi dimenticavo: per sapere dove e quando suoneremo, visitate la nostra pagina facebook. Oltre alle date dei concerti, ci trovate video e foto delle nostre performance. E – per le comunicazioni dell’ultimo minuto – iscrivetevi al nostro canale twitter: @The_Owls_Live.

Promozione personale (1 di 2)

PROMO Mostra CFFM MANIOgni tanto permettetemi un po’ di promozione personale…

Ho avuto la fortuna di trovare, a Montespertoli, un gruppo di persone appassionate di fotografia come me. Anzi: molte di loro sicuramente più di me. Persone che si ritrovano ogni due settimane in semplicità e allegria e da cui spesso “rubo” consigli, tecniche e suggerimenti. Si tratta del “Circolo Fotografico Fermoimmagine di Montespertoli” (per gli amici CFFM: ecco il sito ufficiale e la pagina facebook).

E (anche) quest’anno ho l’onore di esporre una mia foto insieme alle loro, in una mostra collettiva dal tema suggestivo (come potete vedere dalla locandina): “Mani – La magia di un gesto”.

La nostra mostra fotografica fa parte delle varie attività che animano Montespertoli durante la “58° Mostra del Chianti“, una fiera eno-gastronomica dedicata al Chianti e ai prodotti locali. Approfittatene: fra il 30 maggio ed il 7 giugno passate ad assaggiare e degustare, e fra un bicchiere e l’altro fate un salto al “Loft 19” dove potrete ammirare i nostri lavori.

Sulla pagina facebook del CFFM troverete tutti i dettagli (luogo della mostra, orari di apertura) per venirci a trovare. Mentre per il programma della 58° Mostra del Chianti vi rimando al loro sito web.

Non è stagione (Antonio Manzini)

Hop hop hop. Su forza Francesco, che devi riprendere il ritmo! Eh sì, anche perché oggi mi sono arrivati ben tre libri (un Malvaldi non giallo, una “Selleriana” crisi in giallo e sette lezione di fisica – tanto ne parlerò fra qualche settimana 🙂 ). Quindi forza, scriviamo ciò che Manzini fa vivere al suo Rocco Schiavone.

Perché il Vice Questore Rocco Schiavone sia stato spedito da Roma ad Aosta non lo so: ha fatto qualche errore nel passato e si è meritato (lo dice anche lui) un trasferimento punitivo. Io ho conosciuto il personaggio attraverso le raccolte di racconti gialli della Sellerio (come Capodanno, Ferragosto, Carnevale o Vacanze in giallo…) e non ho ancora scoperto cosa sia successo. Qualche idea ce l’ho, visto il personaggio, ma mi sa che in futuro debba fare un tuffo nel passato di Rocco.

E’ un personaggio particolare, che non ama i fronzoli, neppure nelle indagini. Tanto che si potrebbe benissimo applicare a lui il detto “il fine giustifica i mezzi”. Maniere abbastanza spicce: se c’è da risolvere un caso non si preoccupa di seguire tutti i passi legali e a volte prende scorciatoie che lasciano sorpresi i suoi (quasi) nuovi colleghi.

Bè, in questo caso fa molto bene: è in gioco la vita di una ragazza e visto (anche) l’ostracismo dei suoi genitori, Schiavone applica tutte quelle tecniche che hanno poco di legale per indagare, scoprire, collegare i vari fatti e giungere ad una soluzione e – quel che più conta – alla salvezza della persona.

La giornata inizia con due morti in un incidente stradale. Cosa che poteva gestire la Polizia Stradale stessa, è vero: ma hanno chiamato la questura (e la questura ha mandato Rocco) perché c’è qualcosa di strano nei due personaggi. Dopo poco Schiavone viene a conoscenza del probabile rapimento di una ragazza. E’ una amica che si rivolge a Rocco, perché i genitori non hanno sporto nessuna denuncia. Anzi: sostengono che si trovi da una certa nonna. Parte quindi una corsa contro il tempo (la questione si svolge in poco più di 2 giorni) prima per vincere le resistenze dei genitori, poi per trovare la ragazza. Illuminante – per Schiavone – un dettaglio che collega l’incidente della mattina con qualcosa visto in casa della ragazza.

Rocco si trova ad indagare, però, in una condizione completamente diversa dalla sua amata Roma. Aosta, rispetto alla capitale, è quasi una cittadina di provincia, dove quasi tutti si conoscono, molti sono imparentati, e dove nevica fuori stagione (anche questo si rivelerà un dettaglio importante per la soluzione del caso). Schiavone quasi non si trova in questa città. E’ – di suo – un tipo schivo e tendenzialmente solitario, ma la gente lo ama nonostante i suoi modi un po’ bruschi (forse perché, in fin dei conti, è sincero). Come tutti gli eroi maledetti attira le belle donne come i fiori attirano le api (e infatti nasce una pseudo storia di amore, che forse non sboccerà mai perché Rocco si porta dietro ancora troppe ombre). E come tutti gli eroi ha un antagonista che, in questo romanzo, va a cercarlo per vendicarsi ma riesce a togliere a Rocco solo una delle poche vere amiche che ha e che stava ospitando.

Romanzo giallo-noir (ha alcune caratteristiche del giallo, come il lieto fine, e alcune caratteristiche del noir, il personaggio di Rocco in primis), mi è piaciuto, forse, più per il personaggio che per la storia. Nel senso che la storia è bella, fila dritta, ma (mio parere personale) ci sono meno colpi di scena rispetto ad altri autori. Il ritmo, insomma, è un po’ più piatto. Compensa (sempre a mio parere) l’empatia che sviluppa Rocco Schiavone. Sei con lui. Perché sai, in fondo, che è onesto. Anche i piccoli “trucchi” non proprio legali che usa non sono per suo piacere o a fine personale, ma rientrano in un suo concetto di giustizia che non ama i fronzoli e privilegia i più deboli.

E’ stata una buona lettura, non particolarmente entusiasmante (l’autore ha fatto la scelta di indicare subito il “cosa” e sviluppare la tensione sul come – “come è successo?” e, di conseguenza, “come posso fare per risolvere?”). Questo non rovina il gusto, di per sé, del giallo ma spezza un po’ la lettura. Alcuni capitoli dedicati solamente alla ragazza e inframezzati nelle indagini aiutano a rivivacizzare la tensione ma nel complesso (parla per mio gusto personale) il ritmo si è dimostrato più lento di altri autori che leggo.

La struttura giallistica, di per sé, è perfetta. I personaggi definiti in misura giusta: né troppo poco (non si capisce cosa pensino né perché agiscano in un certo modo) né troppo (introspezioen psicologica che appesantisce la lettura). Di Rocco Schiavone, ovviamente, si conoscno i dettagli della sua storia via via, pezzo per pezzo, romanzo per romanzo. Insomma: un romanzo equilibrato, scritto bene, con personaggi definiti in misura giusta. E’ piacevole (anche se meno adrenalinico o meno ironico rispetto ad altri autori) assaporare pagine come queste. Sì: penso che andrò a recuperare qualche romanzo in cui “nasce” o si sviluppa “il vicequestore, così da comprendere il suo passato e capire ancora meglio le future avventure.

Quasi dimenticavo: 14 Eur cartaceo (ma su Amazon si trova a 11.90) oppure versione kindle a 9,99 Eur. Meglio, anche in questo caso, se il prezzo fosse stato di 10-12 Eur, ma purtroppo tutto il settore viaggia su questi prezzi. Per fortuna possiamo contare sul 15% di sconto che spesso i grandi supermercati o Amazon fanno.

Buona lettura