Quando la squadra si mette in gioco (by “Il passato è una bestia feroce”)

Bè, vi avevo promesso novità, sulla squadra di lancio de “Il passato è una bestia feroce”, ed eccole qui… Niente recensione completa, per ora, anche se, in fondo al post, vi metterò un “antipasto” della recensione che penso di scrivere sul thriller di Polidoro 🙂

Tempo fa lessi uno studio (mannaggia, non riesco a ritrovare il link) in cui si affermava che le potenzialità di una squadra sono maggiori della somma delle potenzialità dei singoli componenti. Cosa significa? Che l’essere squadra dà un valore aggiunto all’insieme esaltando le qualità di tutti.

E’ bello far parte della squadra (bè, sì, permettetemi di vantami un po’ del fatto di esserne membro), perché al suo interno ho trovato tante persone creative che hanno sviluppato (e stanno sviluppando) moltissime idee. Massimo partecipa il più possibile ed in modo estremamente amichevole: nonostante i suoi tanti impegni trova il tempo per farsi vivo ogni giorno, e per rispondere a tutti i commenti che lo chiamano in causa.

Ma, al di là delle considerazioni personali, cosa è successo in questo tempo? Tutta la squadra ha letto (qualcuno anche due volte) il libro, condiviso alcune impressioni con l’autore, e creato varie cose per incuriosire il pubblico. Ognuno con le sue potenzialità. Alcuni hanno creato una serie di video (book trailer), altri hanno “rivisitato” la copertina per creare “messaggi” per incuriosire (uno addirittura nello stile “keep calm and…”), altri ancora hanno ricercato e messo su Pinterest foto che richiamano alcuni oggetti legati a momenti del libro (alcuni vecchi scatti polaroid, una bici anni ’80, un orologio particolare), e qualcuno si è dedicato a creare anche un sito web che raccoglie messaggi “segreti” come li scrivevano i protagonisti del romanzo. E’ stato aperto anche un gruppo facebook di lettori di “Il passato è una bestia feroce” a cui tutti potranno partecipare e attraverso il quale sarà possibile parlare del libro (anche con l’autore).

Prima del finale (dove accenno qualcosa), ecco alcune risorse interessanti:

  • Massimo Polidoro sarà a giro per l’Italia a presentare il libro. C’è un tour fisico (nuove date verranno aggiunte prossimamente) e, chi parteciperà agli incontri, riceverà anche un regalo
  • Ma Massimo ed il suo editore (Piemme) hanno organizzato anche un “blog tour“: una serie di incontri ospitati dalle pagine di blog specializzati in letteratura, libri, gialli, dove l’autore racconterà come è nato il libro e risponderà (nei limiti del possibile) alle domande del pubblico
  • Mentre, per la serie “l’appetito vien mangiando” c’è la possibilità di scaricare, in formato elettronico, le prime pagine del libro. però vi avviso: se iniziate a leggere vi sarà difficile staccarvi…

Detto tutto quello che potevo dire, vi lascio con un antipasto della trama (niente spoiler, non preoccupatevi).

Estate 1982. Subito verrà alla mente (almeno a chi ha quaranta e più anni) quel triplice “Campioni del mondo” urlato da Nando Martellini durante la finale dei Mondiali. Era l’11 luglio e l’Italia vinceva contro la Germania (allora Germania Ovest). L’allora presidente Sandro Pertini che esulta, in tribuna… Quante feste in tutta Italia… Ma non nel paese di Verazzano, dove una ragazza, Monica, proprio quella notte, a pochi minuti dal fischio di inizio della partita più attesa dagli Italiani, sparisce nel nulla. 

Il dolore accompagna tutta la famiglia e gli amici per molto tempo, e nonostante gli sforzi delle forze dell’ordine, la ragazza non si trova più. Piano piano il caso viene dimenticato, finché una delle più fredde mattine dell’inverno 2015, mentre il cielo minaccia neve, una lettera riaccende il dolore e riapre vecchie ferite ad un vecchio amico di Monica: Bruno Jordan, adesso cronista di nera per la rivista Krimen.

Una lettera spedita trent’anni prima, da Monica stessa, e datata il giorno precedente la scomparsa. Che possa contenere la soluzione ad un mistero durato oltre trent’anni?Bruno si precipiterà a cercare di capirci qualcosa, finendo “nella rete del più insospettabile e spietato degli assassini“.

Vi aspetto il 3 marzo per raccontarvi di più (e mi auguro abbiate già comprato il libro).

Il meraviglioso mondo dei libri (per divertirsi un po’)

Oggi faccio un post veloce veloce… Siccome qui parlo (soprattutto) di libri, mi piaceva condividere due video in tema prelevati da Youtube.

Questo video sembra girare su Facebook da poco (io l’ho visto oggi): una parodia delle presentazioni tecnologiche (Apple, Microsoft, o chi volete voi) che propone al pubblico uno strumento “decisamente” innovativo per la diffusione della conoscenza.

Questo secondo video, invece, prende in giro il “servizio assistenza” (tipico del settore informatico) in un mondo dove, però, non esistono computer.

Insomma, solo un po’ di semplice divertimento…

Buona visione. Con (spero) un sorriso sulla faccia.

La Scienza della Pasticceria : La chimica del bignè | Le basi (Dario Bressanini)

Bressani_ScienzaPasticceria_1Allora… questa volta contravvengo alla mia regola che impone la lettura completa del libro prima della recensione. Perché si tratta – questo post – di una vera recensione, non un’anteprima o un qualcosa di vago. Ma, converrete con me, è un caso particolare.

Cosa ci propone Dario Bressanini, chimico, divulgatore scientifico (blog), con la passione per la cucina e gli alimenti (già recensiti 1 e 2 suoi libri su questi temi)?

Ecco, ora sono in difficoltà: non è un libro di chimica, ma di chimica ce n’è tanta. E non è neppure un libro di cucina, anche se ci sono ricette veramente gustose. E (un plus che a me fa molto piacere, bazzicando l’arte della fotografia) ci sono anche belle foto, ma non è un libro di foto.

Dario vuol insegnarci qualcosa sia della chimica sia del cibo. Non c’è niente, infatti, che si lega più a vicenda, nel mondo degli uomini, della preparazione del cibo (soprattutto la cottura): cuocere un uovo mette in moto una serie di processi chimici che fanno sì che – per esempio – l’albume si coaguli e noi possiamo gustarlo con una forchetta. E fra i processi chimici legati al cibo, quelli di pasticceria sono coloro che richiedono più precisione. Se prendiamo temperatura e tempo (due ingredienti fondamentali della preparazione di molti cibi), una meringa richiede per entrambi molta più precisione che una bistecca.

Bressani_ScienzaPasticceria_2Come ho accennato sopra, non ho letto ancora completamente il libro, ma ho solo guardato gli argomenti ed ho iniziato a “spelluzzicare” (per rimanere in tema alimentare) informazioni da varie pagine. La struttura del libro è, indicativamente, questa: ci sono 5 macro areee che trattano ognuna una classe di alimenti (zuccheri, uova, latte e alcuni derivati, farine, aria e gas), e per ogni alimento si ha una trattazione tecnica (come è composto, che proprietà ha) seguita da una trattazione specifica per la cucina (come reagisce al calore, come si comporta negli impasti, cosa succede se mescolato con altri alimenti) per concludere con alcune ricette dove quell’ingrediente è predominante.

Forse mi spiego meglio con un esempio, riportando (semplificato) un estratto dell’indice, quello della prima sezione, relativo agli zuccheri: c’è una parte descrittiva (conosciamo gli zuccheri, proprietà degli zuccheri), una parte di approfondimento (glucosio, saccarosio, fruttosio, zuccheri di canna e di barbabietola, lattosio, maltosio) una parte che parla di sciroppi (di glucosio, di malto, lo zucchero invertito, il miele) e poi le parti pratiche, dove insegna a fare i cristalli di zucchero, a preparare lo zucchero invertito in casa, fino ad arrivare a tre ricette: gelée al lampone, caramello e croccante.

Bressani_ScienzaPasticceria_3Ve lo dico chiaramente, per me è una gioia per gli occhi e per il cervello: sia perché mi aiuta a capire cosa faccio quando provo a preparare un dolce (e a migliorare la mia tecnica), sia perché mi fa conoscere a fondo cosa utilizzo e come posso utilizzarlo. Un esempio abbastanza stupido: questo libro mi spiega perché, dandomi dati e dettagli, in alcuni casi l’ordine in cui si aggiungono gli ingredienti è importante. Oppure, altro esempio pratico, si sente spesso dire nei mille programmi di cucina che per montare bene a neve gli albumi ci vuole un pizzico di sale. Ma non è vero, e Dario ci spiega in modo approfondito perché, e ci suggerisce, invece, di mettere alcune gocce di succo di limone, a pagina 62.

Ora, sempre per parlarci francamente, non è un libro da massaie, perché – anche semplificando il più possibile – Bressanini tende a mantenere un minimo livello di esattezza e quindi la spiegazione dei processi chimici risulta di immediata comprensione solo a chi un po’ ne bazzica. Non serve molto: a me son bastate quelle lezioni che ho preso alle superiori (credo una cinquantina di ore di lezione in tutto). Serve veramente un minimo di conoscenza della chimica di base, non serve essere esperti. Dario cerca comunque di spiegare, riportare a elementi pratici e concreti, tutte le cose per semplificare la comprensione. Quindi se uno ha voglia di sapere, ma non conosce niente di chimica, può comunque affrontare il libro. Son convinto che qualsiasi persona con appena un accenno di metodo scientifico, curiosa e sperimentatrice, possa apprezzare questo volume.

Alcune parti del libro sono state originate dagli articoli di Dario sul suo blog. Nel libro, però, sono stati pesantemente rielaborati e arricchiti. Sì, si possono leggere passaggi e dire “questo mi sembra di averlo visto nel blog”, ma non si troverà mai un passaggio “copincollato” dal web: c’è stato un buon lavoro di rielaborazione e contestualizzazione.

Uffa, a scorrerlo per parlarne, ora, mi è venuta voglia di fare un profiterol alla crema diplomatica (o meglio “al profumo d’arancia”, come in una mia vecchia ricetta?) Ma son le 23 passate… andiamo a letto sperando di non sognare bignè volanti che gocciolano panna, cioccolato, crema… Aaaarghhh! Salivazione a palla!!!

Ops, le bignè mi hanno distratto. Ottima qualità del libro, belle le foto a corredo, buona leggibilità, pagine curate (anche fisicamente: carta di buona grammatura). Relativamente al prezzo (19.90 eur di copertina, 16,92 su Amazon): è alto se si considera solo la parte di ricette, ma è estremamente basso se si considera tutto il resto. Certo: spendere quasi 20 Eur in un libro pesa un po’ a tutti, ma se si pensa al valore aggiunto (la conoscenza, anche, dei componenti base della pasticceria – che porta a migliorare in primis la nostra spesa al supermercato, e poi anche la salute) bisogna dire che il prezzo vale pienamente il libro (e, anzi, si trovano libri molto più approssimativi a prezzi maggiori).

Buona lettura, buon impasto e soprattutto buona degustazione 🙂

[Anteprima] Il passato è una bestia feroce (Massimo Polidoro)

BannerPassatoBestiaFeroceChi segue questo blog lo sa già: faccio parte di una squadra di 100 persone che Massimo Polidoro ha coinvolto nel lancio del suo thriller “Il passato è una bestia feroce”. E posso darvi, quindi, già qualche anticipazione. Ma non sulla trama 🙂 Partiamo da come ho conosciuto Massimo: è un divulgatore (esploratore dell’insolito, si definisce) ed ho letto molti dei suoi articoli e libri che raccontano l’insolito e di come questo, spesso, sia una costruzione umana. Non nega, Polidoro, l’esistenza di qualcosa di inspiegabile, ma vorrebbe che la non “spiegabilità” fosse dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio. Appassionato, forse per lavoro (o forse il lavoro è nato da questa passione), di illusionismo e magia (dovrebbe curare la prossima biografia di Houdini), si diletta anche in romanzi. Ho letto, fra gli altri, 1 | 2 | 3 | 4 sue storie per ragazzi, trovandole belle e avvincenti (il quarto, “Il tesoro di Leonardo“, l’ho anche regalato ad un adolescente questo Natale) e quindi mi ha entusiasmato molto provare a far parte di questa squadra. Le 100 persone che ne fanno parte, me incluso, sono state sorteggiate fra oltre 300: a tutti è stata fornita una copia del romanzo in anteprima (Uaz Uaz Uaz – risata alla Cattivik -, noi Sappiamo!!!), e ci siamo scambiati opinioni durante e a fine lettura. Probabilmente quasi tutti avremmo comprato il libro, e altrettanto probabilmente tutti ne saremmo rimasti entusiasti, perché (credo) tutti seguiamo in un modo o nell’altro Massimo. Ma, forse perché investiti di un compito “importante”, ci troviamo ad essere anche precisi e forse un filino puntigliosi, discutendo con l’autore dei minimi dettagli della trama e di mille piccole cose (povero Massimo, bombardato da 100 voci – ma, per quello che conosco, è un tipo paziente e che ascolta volentieri tutti). Veniamo ora ad alcune “sensazioni” di lettura. Ricordo che sono personali e soggettive, ma alcune sono condivise con i “colleghi” della squadra. Vi piacciono i thriller? Bene: questo è un buon thriller. Molti dei compagni di squadra ci trovano un buon pizzico di Stephen King. Io (purtroppo) ho letto poco di lui, e quindi mi limito a fare paragoni con altri scrittori che ho adorato: il Giorgio Faletti di “Io Uccido” e il Tom Clancy dei primi romanzi con Jack Ryan protagonista. Del primo ci vedo le atmosfere, quell’aurea leggermente noir, alcune tecniche narrative (anche se l’eroe di Polidoro è più solare dei protagonisti di Faletti). Di Clancy vedo la tensione narrativa, la scansione dei tempi, che ti fa quasi sentire il ticchettare dell’orologio al polso dei personaggi. Di entrambi ho ritrovato il coinvolgimento emotivo (empatia verso i protagonisti), la capacità di tessere trame non scontate e ricche di colpi di scena. Ma ho trovato anche una caratteristica maturata da Polidoro nel suo lavoro di divulgatore: la puntigliosa documentazione e la ricostruzione realistica della storia. Il susseguirsi dei fatti è una catena di eventi realistici: le cose potrebbero davvero andare così (e purtroppo alcuni casi di cronaca lo confermano). E sulle cose tecniche Massimo è pignolo e si è informato fra colleghi, amici, chimici, dottori, infermieri, agenti di pubblica sicurezza (ma sto rivelando già troppo). Certo, far incastrare alla perfezione tutti i pezzi di una storia come questa è difficile (un autore che – a mio parere – ci riesce benissimo è Marco Malvaldi, e chi mi segue sa che lo adoro) e qualche sbavatura è possibile, ma Massimo se la cava veramente bene. L’aspetto di “giallo” (l’intrigo, capire chi è il colpevole e come si sono svolti i fatti) è ben curato (fra gli autori che conosco solo Malvaldi batte Polidoro, per ora, in questo campo) e la trama fila liscia dall’inizio alla fine, tenendo il lettore attaccato al libro come pochi (bravi) autori sanno fare. Nelle prossime settimane vi racconterò qualcos’altro. Ma per la trama dovrete aspettare il primo di Marzo (o forse addirittura il due). Intanto un paio di buone notizie:

  1. L’editore ha fissato un prezzo di 17,00 Eur che, in alcune librerie (ad esempio Feltrinelli), nel mese di lancio, è scontato del 15%. Insomma, 15,22 Eur. Inizialmente si sperava in un prezzo ancora più basso (sotto i 15 Eur), ma non è stato possibile. Considerando che libri simili, con circa lo stesso numero di pagine – oltre 400 -, vanno solitamente dai 15 ai 20 Eur, il prezzo è comunque buono.
  2. Se vi iscrivete alla newsletter di Massimo, nel prossimo numero della stessa vi verrà fornito un link per scaricare una anteprima elettronica (le prime 40 pagine) del libro. Ma attenti: è talmente coinvolgente che se iniziate a leggerlo vorrete arrivare alla fine!

infine: se ancora non siete convinti, la “squadra di lancio” vi proporrà, prossimamente, nuovi convincenti argomenti per stimolare l’acquisto! Tranquilli, è solo una promessa, non una minaccia 🙂

Qualche cambiamento

Ho provato a cambiare il tema di base del mio Blog (per chi è interessato: Chateau, fra i temi gratuiti di WordPress). Mi sembra che riesca a dare più spazio agli articoli, sfruttando meglio l’ampiezza dei grandi monitor (perde un po’ in leggibilità su un cellulare, ma rimane usabile).

Ho messo anche un po’ di immagini in testata, che cambiano da sole 🙂 Così è un po’ più movimentato. Ditemi cosa ne pensate, se si legge meglio o peggio, se i colori vi piacciono (mi sembra sfondo scuro sia più rilassante per gli occhi). E, comunque, ogni tanto darò un’occhiata se ci sono nuovi temi da usare…

Ed ora mettiamoci a scrivere un articolo serio, non di servizio 😉