Bisteeya (Pastilla)

CucinaMarocchinaEd ecco un altro piatto, dopo la tajine di agnello e carciofi, preso dal libro di ricette comprato durante il mio viaggio in Marocco.

Durante quel viaggio ho avuto la possibilità di assaggiare la Bisteeya ad un ristorante (e mi è piaciuta molto) ma, ancor più buona l’ho assaggiata fatta in casa, dalla moglie della nostra guida. Siamo andati, noi del gruppo insieme alla guida e alla sua famiglia, presso la fiera agricola di Mekness e la signora aveva preparato, insieme al pranzo per la famiglia, uno “spuntino” (secondo lei, quasi un pranzo ai nostri occhi) anche per noi. Inizialmente avevo paura della “cannella”, una spezia che non amo moltissimo, ma devo dire che in questo piatto (ce n’è tanta) ci sta molto bene.

“Pastilla” è il nome “spagnoleggiante” di questo piatto. Sostanzialmente è un pasticcio di piccione, con tante spezie e mandorle tostate, rivestito di pasta fillo e cotto in forno. Nella versione qui riportata (semplificata) la base è pollo (che, fortuna delle fortune, ho “rubato” a babbo, che li alleva ruspanti nel campo).

La preparazione prevede un unico pasticcio, ma io ho fatto delle “mini porzioni” usando i contenitori (si chiamano pirottini, mi sembra) di alluminio.

Ingredienti (12 mono porzioni):

  • 3-4 cucchiai di olio (di oliva)
  • 25 grammi di burro
  • 1 pollo intero, spezzato grossolanamente. Oppure due petti di pollo tagliati a cubetti.
  • 1 cipolla tritata finemente
  • 1 buon pizzicotto di zenzero (ginger) fresco tritato
  • 1 pizzico di zafferano (2 bustine)
  • 2 cucchiaini (rasi) di cannella in polvere (e tanta altra per la guarnizione)
  • 50 grammi di mandorle pelate
  • 1 mazzetto di coriandolo fresco (ben tritato)
  • 1 mazzetto di prezzemolo fresco (ben tritato)
  • 2-3 uova
  • Pasta fillo (un rotolo, circa 175 grammi)
  • Sale e pepe
  • Zucchero a velo (per la guarnizione)

Prendete un tegame, mettete un filo d’olio e fate scaldare.

Se avete il pollo intero fatelo rosolare nel tegame per 5-10 minuti, per il petto a cubetti bastano 5 minuti. Aggiungere cipolla, zenzero, zafferano, 1 cucchiaino di cannella ed un bicchiere di acqua per far brasare il pollo. Aggiustare di sale e pepe. Far cuocere per 45-50 minuti a fuoco moderato, con coperchio.

Nel frattempo spezzare grossolanamente le mandorle e tostarle in una padella antiaderente a fuoco basso, facendole saltare ogni tanto, finché non iniziano ad abbrustolire. Farle raffreddare.

Togliere il pollo dal fuoco, e lasciare l’intingolo nel tegame. Quando è freddo abbastanza, sminuzzare il petto di pollo (se è il pollo intero, disossarlo, spellarlo e sminuzzarlo e metterlo in una ciotola.

CucinaMarocchina_Bystella1Versare nell’intingolo (nel tegame) coriandolo e prezzemolo tritati e far soffriggere bene. Aggiungere due uova e sbattere tipo uova strapazzate: togliere dal fuoco quando il composto è ancora un po’ “molle”. Aggiungere questo impasto, le mandorle e il cucchiaino di cannella avanzato al pollo e mescolare bene. Se troppo liquido, rimettere tutto sul fuoco e far rapprendere l’uovo per altri 2-3 minuti. Se troppo sodo aggiungere un uovo crudo e amalgamare.

Preriscaldare il forno a 180 gradi.

Preparare i contenitori/pirottini monoporzione di alluminio (ne dovrebbero servire 10-12) ungendoli sul fondo e ai lati. Tagliare un foglio di pasta fillo a strisce in modo che una striscia copra bene il pirottino e ne avanzi un po’ per ripiegare sopra (in ogni foglio di pasta fillo mi venivano circa 6 strisce). Mettere la prima striscia nel pirottino, ungere e sovrapporre la seconda striscia incrociata (perpendicolare). Se si vede rimangono delle parti scoperte ungere e aggiungere una terza striscia.

CucinaMarocchina_Bystella2Riempire, pressando bene, il pirottino con il composto di pollo, spezie e mandorle. Chiudere con el parti esterne della striscia, a formare un fagottino rotondo e compatto. Ricordarsi di ungere fra striscia e striscia e sopra l’ultima. Cuocere in forno per circa 45 minuti (deve risultare dorato). Cospargere di zucchero a velo e cannella e servire immediatamente.

Nella versione tradizionale (in una grossa teglia da forno rotonda) si sovrappongono 4 o più fogli di pasta fillo (per aumentare la resistenza) e si cosparge la “torta” con zucchero a velo e cannella a formare una decorazione “incrociata”, tipo crostata. La signora che ce la offrì porto anche zucchero a velo e cannella aggiuntivi dove farci “intingere” la Bisteeya prima di addentarla.

Buon appetito!

CucinaMarocchina_BystellaFinale

Tajine di agnello e carciofi

CucinaMarocchinaDal viaggio in Marocco, oltre a belle amicizie, bei posti, buon cibo, mi son portato a casa anche una tajine, cioè una “pentola” di terracotta in cui viene preparato il piatto tradizionale Berbero (che si chiama, appunto, tajine e dà il nome anche al contenitore di cottura). E, ovviamente, un libro di ricette marocchine.

Con alcuni amici abbiamo deciso di fare una cena marocchina e, oltre alla Bisteeya, ho provato questa ricetta, adattandola un po’ alla mia maniera. Nota: data la quantità da cuocere ho dovuto usare un tegame in acciaio ed ho usato la tajine solo per riscaldare e presentare a tavola la pietanza.

E veniamo alla ricetta (ho calcolato 5 porzioni)

Ingredienti:

  • 1 kg di agnello (possibilmente nella coscia), da disossare e tagliare in cubetti (circa 600 grammi pulito)
  • 1 cipolla e mezzo (1 se grande) finemente tritata
  • 2 spicchi di aglio
  • 4 cucchiai di prezzemolo finemente tritato
  • 4 cucchiai di coriandolo fresco finemente tritato
  • un buon pizzico di zenzero (ginger) macinato (oppure 1 cucchiaino di zenzero fresco tritato)
  • un cucchiaino di cumino macinato (o semi di cumino, da tritare)
  • 5 cucchiai di olio d’oliva
  • scorza di mezzo limone (1 se piccolo)
  • 400 grammi di carciofini sott’olio
  • 1 cucchiaio di menta fresca, tritata (più altra, se si vuole, per guarnire)
  • Sale e pepe
  • Circa 400 ml di brodo (far bollire a fuoco moderato per circa 1 ora: mezza cipolla, 1 carota, 1 o 2 ossi dell’agnello, sale, prezzemolo)

CucinaMarocchina_Tajine1Disporre la carne di agnello in una ciotola, aggiungere cipolla, aglio, prezzemolo, coriandolo, zenzero, cumino (tutti finemente tritati), aggiustare di sale e pepe e olio. Mescolare e far marinare per 3 ore (o più).

Scolare i carciofini sott’olio e lasciarli in un colino durante le fasi di cottura.

Se si ha una tajine abbastanza grande, versarvi la carne con la marinatura. Altrimenti usare un tegame dai bordi alti. Fate rosolare la carne sul fuoco per 5-6 minuti, finché la carne non assume un colore bruno. Aggiungere brodo fino a coprire la carne, portare ad ebollizione e far sobbollire piano piano per 45-60 minuti finché la carne non è tenera.

CucinaMarocchina_TajineFinaleAggiungere le scorze di limone tritate e far bollire per altri 15 minuti. Asciugare i carciofini con della carta assorbente e aggiungerli alla carne. Tritare ed aggiungere anche la menta. Mescolare per qualche minuto e servire caldo. Può essere accompagnato con couscous.

Curiosità: mi ha sorpreso leggere, proprio nella ricetta, di usare carciofini sott’olio: mi sarei aspettato carciofini freschi da cuocere in qualche modo. E invece, con la sgrondatura e l’asciugatura con carta assorbente non si sentiva per niente l’olio di immersione.

Buon appetito!

Cosa rende felice il tuo cervello (e perché devi fare il contrario) (David DiSalvo)

Il sapere, nella sua accezione più ampia, è frutto di un processo continuo del cervello, che basa le sue reazioni su stimoli elettrochimici. Mi sono sempre chiesto come funzioni la materia grigia, cioè quali processi (sia fisici, sia intellettuali) guidino la formazione di un pensiero o l’espressione di una scelta. Cercando qualcosa di leggero da poter leggere con la mia cultura di base, sono incappato in questo libro, che mi ha lasciato sufficientemente soddisfatto.

Diciamo subito che non si tratta di un manuale di Self Help (come vengono chiamati quei libri di automotivazione che vanno di moda in questi anni). L’autore è un divulgatore scientifico, come Piero Angela (per citare un conosciutissimo – e bravissimo – divulgatore italiano) ed è interessato alla “conoscenza” in senso ampio, cioè a tutto quello che “forma” una mente.

Il libro, quindi, cerca di spiegare quali sono i meccanismi alla base si una mente che deve prendere decisioni. Cioè, cosa fa cambiare il nostro comportamento nelle varie situazioni. Per esempio: avete notato che, in un ambiente sporco (come un giardino con cartacce per terra) mediamente la gente si comporta più da “sporcacciona” rispetto ad altri ambienti (magari a casa propria)? Si chiama “Cialdini Effect”, dal nome dello scienziato che lo ha studiato: la gente tende ad esser più sporca (gettare carte, non curare in generale l’ambiente) quando si trova in un ambiente già sporco. Allo stesso modo le persone tendono a variare (più o meno percettibilmente) lo stile del parlato in base a come sentono parlare intorno. Aggiungo io: avete mai notato il comportamento della folla? Il comportamento di una persona varia notevolmente tanto che può trovarsi a fare cose che, se da sola, quella persona non avrebbe mai pensato né mai pensato di fare.

Il cervello agisce per ricompense: mangio un dado di cioccolata, provo piacere, il cervello mi “spingerà” a mangiarne ancora in futuro (fino ad arrivare – in qualche raro caso – a forme patologiche di golosità). Per dirla in modo semplicistico: se si prova piacere il cervello cerca di farci replicare la situazione che lo ha scatenato.

Ma il cervello è anche altamente selettivo: nel risparmiare energia si concentra solo su determinate cose. E’ diventato famoso un esperimento: ad alcune persone è stato chiesto di contare, in un video appositamente preparato, i passaggi di palla fra alcuni giocatori di Basket. Ad un certo punto, nel video, passava bel bello un gorilla: un numero veramente esiguo di persone lo ha notato. Il loro cervello era impegnato in un compito specifico ed ha tralasciato tutto quello che non era necessario a quel compito.

Ogni capitolo del libro prende in esame una caratteristica del cervello e mostra quali “bias” (definiamoli, per semplicità, errori) possono essere legati ad essa. Le varie pagine diventano, quindi, una guida per un viaggio nel nostro organo più sofisticato. Detto così (bias/errori) sembra che si tratti di un sistema parecchio “sgangherato”, ma non è assolutamente così. Il cervello applica una serie di meccanismi derivati dall’evoluzione umana e che permettono di risparmiare energia e di ottimizzare le risorse. Insomma, meccanismi che cercano di ottenere il massimo risultato col minimo sforzo.

Cosa mi ha insegnato questo libro? Il mio interesse era di cercare di capire qualcosa in più sui meccanismi che portano ad una decisione, e qualcosa l’ho imparato. Per esempio che il nostro cervello tende a dare fiducia alle persone che sembrano dare fiducia a te, o che il processo di valutazione prende in esame tutti i sensi (sapevate che, se si tiene in mano un peso, l’importanza che diamo a qualcosa è più alta che se lo facciamo a mani vuote?)

Devo ammettere di non sentirmi pienamente d’accordo con tutte le indicazioni presentate nel libro, alcune perché – forse – non le ho capite bene. Altre perché mi sembrano troppo contro intuitive (ma a volte il cervello ci fa di questi scherzi); però in linea di massima ho compreso come mai alcune scelte, col senno di poi, sembrano assurde (ma in quel momento il cervello ha proposto proprio quelle). E’ un argomento sicuramente da approfondire, ma lo farò con calma: la mia ristrettissima conoscenza di questi argomenti mi costringe a fare piccoli passi alla volta.

Però, se volete conoscere un po’ meglio quei meccanismi che guidano il vostro pensiero, questo libro può essere una buona introduzione. Da considerare che i vari capitoli sono tutti supportati da esperimenti scientifici fatti per studiare, proprio, un aspetto del comportamento umano. Cioè, quello che racconta DiSalvo non è preso in qua e là senza criterio, ma si basa su ricerche specifiche pubblicate su varie riviste sia del settore medicina che nel settore psicologia. Ora, essendo argomenti molto delicati, mi sarebbe piaciuto avere, nel libro, maggiori descrizioni sull’esperimento (perché, per esempio, come viene presentato ai partecipanti può influire sul risultato), ma il fatto che – per ogni esperimento – ci siano i riferimenti (note a fondo libro) mi rende abbastanza sicuro che siano cose fatte bene.

L’autore ha anche la bravura di introdurre i singoli argomenti con un esempio pratico legato alla vita di tutti i giorni. Perché in quella particolare situazione quella persona ha agito in quel modo? Solitamente il capitolo cerca di rispondere proprio a questa domanda. Ah, e non vi venga in mente di pensare “io avrei fatto diversamente”: siam tutti bravi a far scelte col senno di poi 🙂

In conclusione: un libro che stuzzica la curiosità sui meccanismi del nostro pensiero, e che può illuminarci su alcuni nostri comportamenti. Non una lettura leggera (i primi capitoli, per me, son stati un po’ pesanti) ma ben fatto e ben curato nei contenuti. Una nota negativa: nelle circa 300 pagine ho trovato alcuni (forse una decina) passaggi non fluidi (una o più frasi che mi è toccato leggere un paio di volte). Sembrava – ma non so se è veramente così – una qualche difficoltà del traduttore più che un problema dell’autore. Trattandosi di argomenti molto specifici (con qualche termine tecnico particolare) penso siano comprensibili delle difficoltà, ma forse questo aspetto – dati i 22 euro di costo del libro – lo si poteva curare meglio.

Comunque sia, buona lettura.

Arriva nuda la libertà (Maram al-Masri)

Come accennavo in un precedente post, mi è capitato di andare a Torino a trovare gli amici compagni di viaggio in Marocco: siamo andati insieme a cena al ristorante Maze, dove la guida del nostro viaggio aveva organizzato una serata di poesia “araba”. Lei, insieme alla traduttrice italiana, simulando una intervista, raccontano Maram al-Masri intervallando brani di sue poesie con brani della sua vita.

Al di là del clima (molto carino), della compagnia (gli amici di viaggio) e della cena (molto buona), i brani recitati dalle due interpreti mi hanno colpito ed incuriosito, così a fine serata ho comprato il libro che dà il titolo a questo post ed ho potuto fare una brevissima chiacchierata con la traduttrice, Bianca Carlino, che mi ha spiegato che questo libro raccoglie poesie recenti, nate soprattutto dall’attuale triste situazione del popolo siriano. E infatti si leggono poesie che inneggiano all’eroe, o che raccontano la sofferenza per la morte di persone care, o che cantano la libertà (che, come dice nel titolo, arriva nuda, senza orpelli, senza travestimenti, senza protezioni, forte nella sua purezza, debole nella sua vulnerabilità).

Non mi piace recensire / commentare / parlare di poesia: sia perché sono ignorante in merito (leggo qualcosa, ma molto marginalmente) sia perché la poesia deve suscitarti, secondo me, emozioni, ti deve far provare empatia col poeta stesso. Quello che lui/lei vive lo deve trasmettere a te con pochi, intensi, versi che ti scuotono dentro. Diventa quindi un qualcosa di intimamente personale che riesci difficilmente a condividere con gli altri…

Ho deciso quindi, dopo due o tre parole sul libro in sé, di copiare qualche frammento di poesie che mi sono particolarmente piaciute, sperando possano incuriosirvi. Del libro dico solo che le poesie (tradotte direttamente dall’arabo da Bianca) hanno il testo originale a fronte. La cura editoriale non mi sembra delle migliori (forse son troppo abituato alla cura che mette Sellerio nei suoi libri), ma non è cattiva, è semplicemente… semplice (scusate il gioco di parole): niente toglie alla poesia, ma neppure aggiunge niente (e può darsi sia una scelta precisa, questa).

Ho scelto brani da due poesie. La prima parla dell’orrore della guerra, e di come questa infrange i sogni, cancella il futuro, strappa la vita dalle persone (n. 29, pagina 65):

Studia, figlia mia,
il tuo paese avrà bisogno di essere ricostruito.

Così la studentessa partì alla volta dell’università
munita di una penna e di un sogno.

Una sola scarpa
ritornò tra le braccia della madre

La seconda (che da il titolo alla raccolta) descrive, insieme al dolore, la speranza se non addirittura la certezza che Libertà e Giustizia un giorno trionferanno su tutto (n. 35 pagina 77)

Arriva nuda la libertà,
sulle montagne siriane
nei campi dei rifugiati.

Le stroncano i piedi
e lei avanza.
Le tagliano la gola
e lei continua a cantare.

Buona lettura

Autunno

Autunno

Autunno

E’ arrivato l’autunno, ed è giusto cambiare sfondo a questa pagina: i girasoli usati per l’estate adesso stonano un pochino.

Ho ritrovato una foto scattata, nel lontano 2009, non da me ma da Alice, una ragazza che ho conosciuto in quell’anno, che già aveva passione per la fotografia e che ha coltivato (molto meglio di me, lo confesso) questa passione facendone una professione.

La foto è nata da una prova: le avevo prestato macchina e teleobiettivo per fare due o tre scatti (la foto è opera sua, io ho fatto solo un piccolo ritaglio per metterla qui). A me piace molto: mi sembra esprimere bene l’autunno. O almeno esprime bene la mia idea di autunno in questo momento…

Voilà, sfondo cambiato