Pomodorini sfiziosi

Pomodorini Sfiziosi

L’altra sera, per un aperitivo veloce, ho preparato questi pomodorini sfiziosi. Pronti in 5 minuti, con ingredienti semplici:

  • prendete 2 pomodorini a testa (meglio tipo Piccadilly, ideali per preparazioni tipo “finger food”)
  • divideteli a metà e scavateli, salateli leggermente
  • riempire i pomodorini con ricotta e ornarli con capperi, funghetti o altro. un ultimo pizzico di sale e, se piace, una spolverata di pepe

Io ho usato solo avanzi trovati nel frigo: si possono combinare infiniti ingredienti per ottenere risultati sempre diversi e sempre gustosi. Al posto della ricotta si può usare stracchino, o una salsa a base di tonno. Al posto dei sottoli due acciughine o un affettato (prosciutto, capocollo) tagliato a striscioline fini. Lasciatevi ispirare dalla fantasia!

Cocottina uova, salmone e ricotta

A volte cucinare mi rilassa. Ma devo essere: (1) dell’umore giusto e (2) devo cimentarmi con qualcosa di sfizioso. Direi che ieri sera le condizioni si sono avverate tutte: queste uova in cocotte con salmone mi hanno gratificato sia nella preparazione che durante la degustazione.

 WP_20140715_21_14_36_Pro__highres

La ricetta originale la trovate su GialloZafferano. Le uniche modifiche fatte riguardano gli ingredienti (un po’ più di ricotta e niente aneto) e sui tempi di cottura (20 minuti invece dei 15 previsti), ma questo dipende dal forno e dai gusti personali.

Avrei voluto metterci anche il tartufo, ma purtroppo non ne avevo… sarà per la prossima volta.  

Buon appetito 🙂

Piccoli gioiellini toscani…

Toscana. Scendendo a sud da Livorno, pochi chilometri prima del punto in cui la costa inizia a protendersi verso l’Elba, troviamo due dei tanti gioiellini che, incastonati nella natura toscana, la rendono così bella. Si tratta di Bolgheri e Castagneto Carducci, località ormai famose per alcuni buoni motivi. 

Poche settimane fa, a fine giugno, ci son tornato per la terza (o forse era la quarta?) volta. Il turismo ancora non a pieno regime mi ha permesso di gustare i due “paesi” in modo un po’ più intimo. 

BolgheriBolgheri è famosa per due motivi: il primo è il filare di cipressi che conduce al paese, cantato dal Carducci nella sua poesia “Davanti San Guido”:

I cipressi che a Bólgheri alti e schietti
Van da San Guido in duplice filar…

Il secondo motivo è il vino: c’è una produzione vinicola, il “Sassicaia“, ormai celebre quasi quanto il poeta. Nato da una “sfida” al territorio (non adatto per i vitigni classici toscani) e da sempre pensato per la qualità più che per la quantità, il suo apprezzamento è cresciuto di anno in anno fino a renderlo uno dei migliori vini al mondo. 

Il paese è piccolo: se non vi fermate per i negozi lo girate in 10 minuti. E’ carino, ha un’aria di antico e, in alta stagione, è anche molto animato. Se amate il vino troverete qui molte enoteche (e qualche gastronomia) che vi offriranno prodotti locali. A partire, ovviamente, dal Sassicaia. 

Castagneto Carducci è capoluogo dell’omonimo comune: il paese è necessariamente più grande di Bolgheri (sua frazione). Arroccato su una collinetta a pochi chilometri dal primo, le sue stradine in salita riservano scorci magnifici e le scalinate ti guidano fino alla vetta, dove si ammirano il castello e la chiesa (e qualche gatto pigro in cerca di coccole…)

Castagneto_09 Castagneto_05 Castagneto_04 Castagneto_03 

Dai vari punti panoramici si può ammirare il brillio del mare (che al tramonto diventa molto bello) ma anche le campagne circostanti. Merita sicuramente una visita, magari una sosta pranzo (o cena) in uno dei suoi locali. E’ anche più vario di Bolgheri: trovate enoteche e prodotti gastronomici, certo, ma anche tanti altri negozi. Perché è famoso? Lo dice il nome stesso, diventato tale nel 1907: il rinomato poeta vi abitò da piccolo per qualche anno, così fu deciso di aggiungere il suo cognome al toponimo della località.

Augurandovi di poter visitare questi due paesi, vi fornisco un paio di indicazioni pratiche. E’ quasi impossibile entrare in Bolgheri in auto: c’è un parcheggio circa 400 metri prima dell’ingresso in paese, alla fine del filare di cipressi (in estate è a pagamento, ma offre un pulmino-navetta fino al paese). Mentre per Castagneto Carducci consiglio di prepararsi fisicamente: scalinate e vicoli sono praticamente tutti in salita.

Buona vacanza,

Quelle (piacevoli) domeniche che non ti aspetti

E’ venerdì. Mi chiedono “Vieni a fare questo trekking alla Verna domenica prossima?” (e mi allegano un volantino con al descrizione del percorso e tutti i dettagli della scarpinata).

A me piace camminare nella natura, e La Verna la conosco (santuario Francescano in provincia di Arezzo). Siccome sono alcuni giorni in cui sento addosso un certo nervosismo, penso che un’uscita del genere possa aiutare a rilassarmi, e quindi confermo la mia adesione.

La mattina di domenica, al punto di ritrovo, subito la prima (piacevole) sorpresa: incontro una persona conosciuta solo 3 giorni prima. E, nel giro di 2 minuti, la seconda (piacevole) sorpresa: nel gruppo c’è una coppia di francesi (di Lione) e gli organizzatori mi chiedono se posso dare io loro un passaggio in auto. Io, credo, conosco 5 parole di francese, ma i miei compagni di viaggio (le persone che mi hanno invitato) qualche parola più di me la sanno, quindi accettiamo.

La giornata si svolge nella più assoluta tranquillità: alla fine di un tortuoso viaggio Firenze – Chiusi della Verna (cercando – fra una curva e l’altra – di riesumare qualche lezione di Francese seguita alle superiori) si parte per la scarpinata: dal parcheggio a Chiusi della Verna si inizia a salire, si sorpassa il santuario, e ci si inoltra nel bosco (a proposito: siamo nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi). Quasi in vetta al monte Penna la terza (piacevole) sorpresa: vedo passare un amico che – a parte qualche cenno di vita su Facebook – non incontro da tempo. Sta guidando un gruppo di ragazzi e lì per lì non può fermarsi, ma ci ritroviamo dopo al santuario e scambiamo due chiacchiere.

Continuiamo la salita, pranziamo sul cucuzzolo più alto del monte Penna, ci riposiamo un po’ e poi di nuovo giù. Sosta al santuario (con tempo libero per le visite o per un caffè) e, al momento di ripartire, la quarta (piacevole) sorpresa: sul piazzale del santuario si presentano gli “Sbandieratori dei Borghi e Sestieri Fiorentini” che regalano un piccolo saggio della loro bravura. Uno dei frati residenti alla Verna è fra i fondatori del gruppo e loro si trovano lì a festeggiare il loro giubileo.

Alla fine della giornata (dopo esser tornati al parcheggio, e da lì a Firenze sempre cercando di ritrovare qualche parola di francese nelle reminiscenze scolastiche) la stanchezza si è fatta sentire, ma la piacevolezza della giornata ha ripagato (con un abbondante surplus) ogni singolo dolore muscolare.

Grazie quindi al gruppo “Le Vie del Chianti” che ha organizzato questa uscita, grazie alla piacevole compagnia di tutte le persone, grazie ai francesi per la pazienza nei confronti dei miei tentativi di formulare qualche frase nella loro lingua, e grazie agli sbandieratori per il loro inatteso spettacolo. Domeniche simili ti rimettono in pace col mondo – almeno fino alla mattina dopo, quando si rientra nel trantran lavorativo 🙂