Quelle (piacevoli) domeniche che non ti aspetti

E’ venerdì. Mi chiedono “Vieni a fare questo trekking alla Verna domenica prossima?” (e mi allegano un volantino con al descrizione del percorso e tutti i dettagli della scarpinata).

A me piace camminare nella natura, e La Verna la conosco (santuario Francescano in provincia di Arezzo). Siccome sono alcuni giorni in cui sento addosso un certo nervosismo, penso che un’uscita del genere possa aiutare a rilassarmi, e quindi confermo la mia adesione.

La mattina di domenica, al punto di ritrovo, subito la prima (piacevole) sorpresa: incontro una persona conosciuta solo 3 giorni prima. E, nel giro di 2 minuti, la seconda (piacevole) sorpresa: nel gruppo c’è una coppia di francesi (di Lione) e gli organizzatori mi chiedono se posso dare io loro un passaggio in auto. Io, credo, conosco 5 parole di francese, ma i miei compagni di viaggio (le persone che mi hanno invitato) qualche parola più di me la sanno, quindi accettiamo.

La giornata si svolge nella più assoluta tranquillità: alla fine di un tortuoso viaggio Firenze – Chiusi della Verna (cercando – fra una curva e l’altra – di riesumare qualche lezione di Francese seguita alle superiori) si parte per la scarpinata: dal parcheggio a Chiusi della Verna si inizia a salire, si sorpassa il santuario, e ci si inoltra nel bosco (a proposito: siamo nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi). Quasi in vetta al monte Penna la terza (piacevole) sorpresa: vedo passare un amico che – a parte qualche cenno di vita su Facebook – non incontro da tempo. Sta guidando un gruppo di ragazzi e lì per lì non può fermarsi, ma ci ritroviamo dopo al santuario e scambiamo due chiacchiere.

Continuiamo la salita, pranziamo sul cucuzzolo più alto del monte Penna, ci riposiamo un po’ e poi di nuovo giù. Sosta al santuario (con tempo libero per le visite o per un caffè) e, al momento di ripartire, la quarta (piacevole) sorpresa: sul piazzale del santuario si presentano gli “Sbandieratori dei Borghi e Sestieri Fiorentini” che regalano un piccolo saggio della loro bravura. Uno dei frati residenti alla Verna è fra i fondatori del gruppo e loro si trovano lì a festeggiare il loro giubileo.

Alla fine della giornata (dopo esser tornati al parcheggio, e da lì a Firenze sempre cercando di ritrovare qualche parola di francese nelle reminiscenze scolastiche) la stanchezza si è fatta sentire, ma la piacevolezza della giornata ha ripagato (con un abbondante surplus) ogni singolo dolore muscolare.

Grazie quindi al gruppo “Le Vie del Chianti” che ha organizzato questa uscita, grazie alla piacevole compagnia di tutte le persone, grazie ai francesi per la pazienza nei confronti dei miei tentativi di formulare qualche frase nella loro lingua, e grazie agli sbandieratori per il loro inatteso spettacolo. Domeniche simili ti rimettono in pace col mondo – almeno fino alla mattina dopo, quando si rientra nel trantran lavorativo 🙂

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