La prova nascosta (Laurence Cossè)

Cosa succederebbe se venisse proposta una prova, palese e scientifica, della presenza di Dio?

Immagino che un argomento simile sia già stato trattato in passato, ma (ammetto, anche un po’ per pigrizia) non ho fatto ricerche e non so in quali altri modi sia stato affrontato. L’argomento è quello scritto in corsivo: l’autrice prova a chiedersi cosa potrebbe succedere al mondo se Dio fornisse una prova, palese, ineccepibile, inconfutabile, della sua presenza.

Ambientato nella Parigi dei giorni nostri, il romanzo vede pochi personaggi affrontare, nel corso di pochi giorni, questo “dilemma”: Bertrand Beaulieu, un frate “casuista” (una confraternita simile, per struttura e cultura dei personaggi, ai Gesuiti, ma assolutamente inventata ai fini del romanzo) riceve da tempo lettere da Martin, una persona ossessionata dal dimostrare l’esistenza di Dio. Un’ossessione quasi malata, che potrebbe sfociare in pazzia: padre Bertrand lascia l’ennesima lettera di Martin come ultima da sfogliare quel giorno perché – anche se sa da chi arriva la lettera e cosa contiene – risponderà solo dopo aver sbrigato tutta la corrispondenza “ordinaria”.

Quando finalmente si decide ad aprire la lettera, il frate vi troverà solo pochi fogli. Se in passato aveva dovuto lottare con argomentazioni filosofiche, matematiche, fisiche, molto corpose – e a tutte aveva trovato punti fallaci che le smontavano – quella volta rimarrà sorpreso dalla semplicità della spiegazione. Ma la cosa che lo sconvolgerà più di tutte è che la dimostrazione è di una ovvietà sconcertante, oltre che palesemente corretta e inoppugnabile.

Da qui si scatenano una serie di eventi che portano il frate ed alcuni fra superiori e colleghi, a Roma, in Vaticano, oltre a sconvolgere gli alti ranghi del governo francese.

Il mondo trarrà vantaggio da questa rivelazione? Vista l’impossibilità di attaccarla, e visto il positivo sconvolgimento delle anime che si arrischiano a leggerla, sorgerà la vera pace? O il mondo sarà scosso dai tumulti di coloro che non vogliono credere? O addirittura altre religioni cercheranno di attaccare con ogni forza (anche quella bruta) chi crede? E la Chiesa, che fine farà?

Il cuore del romanzo dovrebbe essere proprio il dilemma sulla reazione degli uomini a questa prova. Come la prenderanno? Chi ha letto la dimostrazione è fiducioso che anche tutti gli altri possano capirla e trasformare la propria vita in senso positivo. Chi non l’ha letto (o non la vuole leggere) ha paura che ciò sconvolga il mondo, l’economia, tutto lo stato di cose attuali (un personaggio ipotizza, in una battuta, che se la prova fosse resa pubblica si troverebbero la Francia come un enorme monastero: tutti intenti alla vita contemplativa e non a lavorare e consumare).

Una volta, in un tema scolastico, ci chiesero di immaginare l’esplorazione di nuovi mondi. Una specie di tema fantascientifico per dare spazio alla nostra immaginazione. Io ricordo ancora la motivazione del mio (come spesso accadeva) scarso voto: la prof mi disse che mi ero disperso, avevo vagato troppo in tanti mondi senza approfondirne uno in particolare. Insomma, avevo fatto un “minestrone” di cose immaginifiche ma sfiorandole tutte, senza trattarne una in modo specifico.

Il romanzo della Cossè è interessante, sì, ma mi sembra si perda in queste riflessioni come io mi persi sul tema. Non analizza né lo stato d’animo dei protagonisti (tutti coloro che leggono rimangono come beatificati, quelli che non credono pensano a sconvolgimenti anche catastrofici, ma di nessuno è descritta la trasformazione, i dubbi interiori, le domande profonde) né approfondisce l’evoluzione della situazione in caso la notizia venga divulgata. Solo un accenno viene fatto attraverso i dubbi del superiore di Bertrand: lui vede nella rivelazione la fine del mondo (e spiega, al suo superiore, perché).

Se parliamo solo di  vicenda romanzata, insomma, non ho molto da eccepire (alcune conclusioni io le avrei affrontate in modo diverso, ma il romanzo si conclude comunque in modo coerente). Se parliamo dei personaggi, invece, non posso dirmi molto contento: se all’inizio sono tratteggiati con cura, nel finale diventano figurine di un fumetto in bianco e nero (senza spessore né colore), come se la vicenda ne mangiasse le peculiarità e loro si facessero travolgere da essa.

Sò, e devo spezzare una lancia a favore della Cossè, che mantenere l’attenzione su un solo personaggio o su pochi di essi avrebbe dato luogo a molto più materiale. Avrebbe dovuto affrontare, questo personaggio, una revisione completa della sua vita e del suo modo di pensare, e questo si sarebbe trasformato in pagine e pagine di testo, a volte pesanti. Se da una parte mi dico che questo avrebbe dato spessore al romanzo, dall’altra penso che il testo avrebbe assunto una (ricca) pesantezza mal digeribile da molti lettori (me incluso). Sono quindi combattuto fra una critica al modo di sviluppare la vicenda (soprattutto nella coscienza dei personaggi) e un ringraziamento all’autrice per aver mantenuto la questione leggera.

Un ultima nota, personale. Nonostante la leggerezza devo dire che qualche domanda il lettore, alla fine del libro, se la pone. Che uno sia credente oppure no prova a immaginare cosa succederebbe se una prova del genere venisse fornita davvero. Oppure ci si chiede “casa farei se una prova contraria all’esistenza di Dio venisse palesemente mostrata?”. La riflessione può rimanere leggera, oppure si può scavare a fondo, ma la domanda – se si legge il libro – non si può evitare di porla a noi stessi… Non vi dirò certo qui, però, quali sono le mie riflessioni.  

Pur non essendo un thriller, il romanzo scorre abbastanza veloce e mantiene una certa tensione. L’autrice riesce a tenere il lettore appeso ai vari capitoli (alcuni molto brevi) e alla vicenda in generale. Anche in questo caso è qualcosa di leggero (non si ha la bramosia di leggere il capitolo successivo, ma neppure ci si addormenta col libro in mano).

Il romanzo si trova a 8,99 Eur su Amazon (versione Kindle, contro i circa 16 euro in versione cartacea). Se cercate qualcosa di spensierato o di intenso rivolgetevi ad altro, ma se la cosa vi incuriosisce, è un romanzo che si legge abbastanza bene e che può accendere, in qualsiasi modo la pensiate, qualche riflessione.

Buona lettura.

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