Carnevale in giallo (AA. VV.)

Altre avventure gialle per la squadra Sellerio

Ormai lo sappiamo: il signor Sellerio ha trovato una buona formula editoriale per far conoscere al grande pubblico i personaggi della propria scuderia. Sia i personaggi reali (gli autori) sia – soprattutto – i personaggi immaginari (i protagonisti dei racconti). Calandoli (come ci racconta l’editore nell’introduzione di tutti i libri) in situazioni pseudo reali e cercando di toglierli dall’artificio del racconto. “Cercando”, perché comunque di romanzo si tratta, ed ogni romanzo ha i suoi ritmi ed i suoi artifici.

La situazione in cui si ritrovano tutti i personaggi è la festa carnevalesca (o, per Malvaldi, un ricordo di un carnevale passato). Diamo una velocissima occhiata alle trame…

Alicia Gimenez-Bartlet ci porta ad indagare, insieme a Pedra Delicado, nei sobborghi di Barcellona, dove un “povero diavolo vestito da diavolo” viene ritrovato morto in un vicolo alla fine del carnevale gay. Chi sia questo personaggio e perché sia morto è un lavoro pesante: Pedra e i suoi assistenti dovranno girare fra palestre e bar per scoprire cosa veramente sia successo. Il finale è abbastanza scontato ma Alicia riesce sempre a mantenere una certa tensione nel suo racconto.

Francesco Recami ci porta ancora una volta nella sua casa di ringhiera, dove sta impazzando il carnevale peruviano, mentre il Consonni, Angelica e il Luis sono ad una festa di carnevale ad un centro anziani. Una delle caratteristiche di Recami è la capacità di intessere piccole storie intersecandole l’una con l’altra, e portandole piano piano ad una esplosione di allegria infiocchettando tutto con una serie di equivoci degni di una commedia degli errori. Oddio, i primi racconti della casa di ringhiera mi sembravano più loffi, gli ultimi due, invece, hanno preso una piega più scoppiettante.

Gian Mauro Costa racconta ancora una volta la sua meravigliosa Sicilia, con il carnevale di Mezzojuso. Nel pieno stile di “Signora in Giallo” durante la festa si consuma un omicidio in modo molto creativo. Ma Enzo Baiamonte si trova in zona e nota quei dettagli che mettono sulla buona strada le forze dell’ordine. Una nota: evitate di leggere questo racconto lontano dai pasti perché le descrizioni delle varie pietanze (seppur non molto ricche – le descrizioni, intendo) vi faranno venir l’acquolina in bocca.

Antonio Manzini ci porta ancora in Roma, ma il carnevale è solo un riferimento temporale (se si esclude la festa finale). Un efferato delitto si svolge una notte poco prima di Carnevale: quel che sembra un omicidio per motivi di denaro si scopre essere, invece, tutt’altra cosa. Più noir che giallo, le vicende del Vicequestore Schiavone intrigano, sempre, per quel suo misto di “legale” con un tocco di “proibito”.

E veniamo al mio “amore”: Malvaldi, con la combriccola dei vecchietti, Massimo il barrista e la nuova commissaria. Il periodo è lo stesso (carnevale), ma quello che gli anziani raccontano alla commissario è un carnevale di tanto tempo fa, in cui Massimo era ancora un bambino. Una ingiustizia, un atto di corruzione, ed i vecchietti che fanno giustizia a modo loro. Attenzione: ci sono rivelazioni sulla vita di Massimo.

Un’ultima nota generale, che vale per tutti: i protagonisti principali sembrano odiare, tutti quanti, il carnevale. Mentre sono circondati da amici che lo amano. Una caratteristica in comune fra i personaggi dei vari autori.

Quasi dimenticavo: 13 euro per avere il libro, nella consueta forma Sellerio (buona carta, formato piccolo). Col solito sconto al supermercato sotto casa. Preferirei il costo fosse di 10 euro, ma mi accontento…

Buonanotte e buona lettura.    

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