Regalo di Natale (AA.VV.)

Nuova serie di racconti gialli proposti da Sellerio

Complimenti signor Sellerio: anche quest’anno è riuscito a proporci (con successo, direi) la raccolta festiva di racconti gialli con i nostri protagonisti preferiti. Dopo “Un Natale in giallo” e “Capodanno in giallo“, con una capatina anche sul “Ferragosto in giallo“, l’editore palermitano mette i personaggi dei suoi autori, ancora una volta, in una situazione “più umana”, li porta a confrontarsi coi regali di Natale, croce e delizia di tutti noi.

In questo volume troviamo personaggi conosciuti insieme a personaggi nuovi (non presenti nelle precedenti raccolte, ma già conosciuti agli appassionati): facciamo un breve riepilogo delle avventure che aspettano chi vorrà leggere il libro.

Alicia Giménez-Bartlett ci riporta, come sempre, a Barcellona dalla sua Petra Delicado. Il caso comincia in modo strano: al suo assistente viene regalato un cellulare nuovo di zecca, e appena lo accende ci trova un messaggio strano, che allude ad affari loschi a carico de “La principessa Umberta” (che dà il titolo al  racconto). Petra pensa ad uno scherzo, ma quando, due giorni dopo, la principessa muore assassinata si iniziano indagini serie. Per capire l’assassinio, però, va trovato chi ha lasciato il messaggio nel cellulare dell’assistente di Petra. Con qualche colpo di scena l’ispettore riesce a risolvere il caso, portando alla luce loschi traffici mischiati ad opere di bene. Quasi come se il personaggio “incriminato” fosse convinto che il fine giustifichi i mezzi. Peccato che i “mezzi”, se traditi, rispondano in modo violento…

Il personaggio di Petra sta iniziando a piacermi sempre più. Una donna forte come una roccia ma al tempo stesso delicata (tutta la sua essenza è descritta nel nome e cognome): sa prendere con le corde giuste i sospettati, agendo con crudezza (che sembra quasi cattiveria) quando necessario, ma compatendo quando è il momento. Ho comprato “Gli onori di casa”, un romanzo che la vede fare una capatina anche a Roma. Vediamo se scopro qualcosa in più di lei.

Maurizio de Giovanni è la prima novità di questa raccolta e ci fa conoscere Gelsomina – detta Mina – Settembre (da cui il gioco di parole nel titolo “Un giorno di Settembre a Natale”). L’ambiente in cui si muove la protagonista è la città di Napoli, e Mina – piacente quarantaduenne – è assistente sociale nei Quartieri Spagnoli della colorita e calorosa città. E quel giorno della vigilia di Natale – che si rivela una “GdM” (leggere il racconto per capire cosa significa) mai si sarebbe aspettata che un pezzettino della sua storia tornasse a chiederle aiuto. Una storia di malavitosi, di sgarri subiti e di persone innocenti coinvolte, col ricatto, a collaborare alla vendetta. Una pazza storia, che potrà risolversi solo se affrontata con un po’ di pazzia…

Da sempre sono convinto che le donne, nel momento del bisogno, sanno essere molto forti e determinate. Il personaggio di Gelsomina me lo conferma: quella che potrebbe essere definita una anti-eroina ma che sa trovare coraggio e forza per portare a termine le cose a cui tiene. Mi sa che dovrò tenere d’occhio le prossime uscite letterarie di Maurizio de Giovanni.

Lo “scambio di regali nella casa di ringhiera” di Recami diventa occasione di risate (per noi lettori) e di grossi problemi (per i protagonisti). Questa volta la principale protagonista è Angela Mattioli, professoressa in pensione che cerca di portare un po’ di cultura presso i suoi condomini. Preferisce fare, come dono natalizio, libri che possano aiutare le varie persone a crescere o a svagarsi e cerca di abbinare ad ognuno dei vicini un’opera letteraria che sia consona alla sua figura. Peccato che a causa della movimentata vigilia (una rapina in banca in cui lei rimane coinvolta) faccia un po’ di confusione nell’abbinare il bigliettino al pacchetto, col risultato di “gelare” il – comunque tiepido – clima di festa.

In passato i racconti della casa di ringhiera mi sembravano sempre un po’ giù di tono, un po’ nebbiosi come la Milano di periferia in cui sono ambientati. Ma inizio ad apprezzarli: mi sembra per esempio che in questo Recami abbia usato più ironia del solito e ne sia venuto fuori, alla fine, un racconto godibilissimo.

“Buon Natale, Rocco” è l’augurio che amici e colleghi fanno, nel racconto di Antonio Manzini, al vicequestore Rocco Schiavone, della polizia di Roma. Con una leggera influenza si trova a dover gestire il caso di omicidio di una coppia di anziani trucidati davanti alla televisione: sembra un tentativo di furto andato male, ma Rocco intuisce che qualcosa non va e, scavando, riesce a scoprire la verità. Vicequestore dai modi un po’ anomali, che si fa aiutare da amici non proprio in simpatia con la polizia (i racconti di Manzini si avvicinano più al noir che al giallo), ma da una spiccata intelligenza che gli permette di arrivare in fondo al mistero collegando dettagli che sembrano insignificanti.

Di Manzini mi sono piaciuti anche i racconti precedenti: è bravo nel raccontare la storia e nel calarla in una realtà romana molto schietta. Chissà, forse in futuro non mi accontenterò più di un racconto breve ma vorrò leggere una storia intera del vicequestore.

“Arriva Natale eccetera eccetera”, di Bill James (altra new entry in queste raccolte), è quello che mi è piaciuto meno. Una storia di malavitosi spacciatori di droga e di poliziotti che, nel rispetto dei loro compiti di garantire sicurezza, si trovano invischiati nelle loro faccende. Personaggi strani, come l’Assistente Capo della Polizia Desmond Iles, o “Panico Ralph”. Personaggi che sembrano muoversi in un poliziesco anni ’70, violenti, dal pungo facile.

Una seconda possibilità la diamo, certo, a James, ma questo racconto è il meno amato, da me, fra tutti quelli letti nelle varie raccolte gialle di Sellerio.

Tutto all’opposto con Malvaldi e la sua “Tombola dei troiai”, in cui i quattro vecchietti si trovano ad aiutare, ancora una volta, la polizia in un caso di omicidio, nonostante lo scetticismo di Massimo. Come sempre nei romanzi di Malvaldi (almeno in quelli con protagonisti i quattro vecchietti ed il “barrista”) tutto ruota attorno ad un dettaglio: in questo caso un tagliacarte d’argento finito come premio proprio alla tombola parrocchiale dei troiai. Massimo stavolta partecipa poco alle indagini (ma solo perché aveva notato il comportamento strano di un personaggio e lo aveva collegato all’omicidio, ma trattandosi di prova indiziaria si è riservato di dire la sua solo a fine indagini).

La solita causticità dei personaggi, coi loro commenti graffianti: c’è poco da fare, il Malvaldi mi rimette di buon umore anche nelle giornate in cui sono più stanco. Quasi una garanzia. Spero solo sappia controllare le sue forze, perché col successo ottenuto gli viene richiesto sempre più lavoro tanto che alla fine potrebbe rischiare di inaridirsi sia nei personaggi sia nelle vicende (come è successo ad uno dei suoi personaggi in “Argento vivo“). Ma confido nell’intelligenza di Marco.

Ora, caro signor Sellerio, veniamo a noi: mi congratulo per la perseveranza nell’offrirci queste raccolte. Rimango però dell’idea che il filone si esaurirà presto se non trovate idee diverse. Quello che intendo è che va benissimo mettere i personaggi in una situazione comune e vedere come si muovono, ma alla fine si rischia di snaturarli, di far perdere loro alcune caratteristiche. In questa raccolta, per esempio, mi sembra si sia puntato più sull’ambientazione natalizia che sul regalo in sé, che era il tema proposto. Su sei racconti solo quello di Recami centra in pieno il tema, gli altri ci girano attorno, più o meno vicini. Questo non vuol dire che dovete smetterla: amo queste raccolte e vi prego di continuare a pubblicarle, solo vi chiedo di lasciare i personaggi un attimo più liberi, senza dare un tema specifico. E comunque, grazie per le ore di sonno che mi fate perdere.

Buon Natale a tutti quanti. E speriamo in un 2014 pieno di occasioni di gioia e di serenità. E di libri, tanti libri. E di ore, tante ore, per leggerli.

Buona lettura.

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