Storia di Irene (Erri de Luca)

Irene, Aldo e un napoletano antico di giorni in tre storie di mare…

Aspettarsi una storia spensierata da Erri De Luca credo sia impossibile. Non sempre sono tristi, ma ti portano sempre a riflettere o sul tempo passato o su vari argomenti. Non fanno eccezione le tre storie raccontate dall’autore in questo libro.

Tre storie di mare, raccontate col solito linguaggio asciutto, con frasi corte, quasi smozzicate, ma sempre di effetto. Una nascita, una crescita, un addio, tutti legati al mare. Due storie su tre esplicitamente biografiche. Vediamole un po’…

Durante una vacanza in una isoletta greca (rei ringraziamenti si parla di Lipsi) Erri conosce Irene: il primo solitario per carattere personale, la seconda per isolamento quasi obbligato, si trovano bene insieme. Lui pronto ad ascoltare, lei a raccontare, passano del tempo insieme sulla spiaggia e Irene racconta a lui, e lui solo, la sua storia. Come dicevamo è una storia di mare: allevata da delfini dopo un naufragio, Irene viene depositata sulla spiaggia dell’isola e di giorno sussiste con qualche lavoretto, ma di notte torna sempre a nuotare con i delfini.

E’ incinta Irene, nessuno sa di chi. Il paese la ignora, si pone domande, sospetta, ma nessuno avrà risposte. Solo Erri riceve ed accoglie le sue parole. Che proprio parole non sono perché Erri le sente ma non le vede uscire dalla bocca di Irene.

E l’occasione della storia di Irene è anche una occasione per raccontare un po’ della propria storia: mentre lui attende il rientro a terra di lei, mentre attende il resto della storia, De Luca divaga sulla sua storia ed apre un po’ di sé a noi.

E’ il giorno del parto: tutto sta per cambiare. Perché per Irene non sarà più possibile stare sull’Isola. Ed il neonato, chiederete voi, che fine fa? No, non viene adottato da De Luca, né starà sull’isola. Ma non voglio togliervi il piacere della sorpresa.

La seconda storia racconta di Aldo De Luca, soldato durante la seconda guerra mondiale: per una disgrazia (il bombardamento della sua casa) si trova in Italia proprio nei giorni della firma dell’armistizio, quando i tedeschi da alleati diventano nemici. Si nasconde, insieme ad altri, nel salernitano fino a che, una notte, tutti insieme, tentano una traversata: vogliono arrivare a Capri, in mano agli alleati, per sfuggire ai rastrellamenti tedeschi. Insieme a loro giovani si unisce un ebreo, più avanti negli anni: solo Aldo De Luca riesce a interagire con lui e scopre le caratteristiche dell’ebraismo, mai pensando (come scrive Erri) che suo figlio sapesse leggere in futuro quei caratteri che lui (Aldo) vedeva nel libro dell’uomo. E nella notte, durante la traversata, le storie di Aldo e dell’ebreo si intrecciano, in parte si raccontano, fino al raggiungimento della salvezza.

E infine la storia di un anziano napoletano, decano di una famiglia povera che vive in una piccola stanza nel freddo inverno. Un uomo che diventa un peso: ci sarebbe più spazio per i componenti della famiglia, rimarrebbe più cibo, e soprattutto ci sarebbe meno puzzo, opera di quel vecchietto che  – a causa del freddo – passa la maggior parte del tempo in bagno con la diarrea. E’ febbraio, un lieve solicino riesce a scaldare le ossa del vecchietto: va sul mare, al suo posto segreto, dove d’estate si ferma a pescare. Lì, davanti alle onde, al completo opposto dello stretto spazio di casa, si sente sereno e si lascia cullare dal calore dei raggi solari. Fino a lasciar correr via la propria vita.

Sì, mi piacciono i racconti di Erri, mi piace soprattutto il suo stile nel raccontare le sue storie, mi piace come fa entrare, in alcuni casi, la sua vita nelle sue storie. Questa volta mi è piaciuto meno (ma forse perché ne avevo meno bisogno) il clima austero, un po’ grigio, dei racconti. In realtà due racconti hanno come punto centrale la vita, e specialmente il secondo poteva essere raccontato con uno stile prima di tensione e poi di festa, e invece – è la firma di Erri – ci sono sempre riflessioni dietro che lasciano un po’ di amaro in bocca. Che non fa male, ma questa volta avrei preferito averne meno.

Da leggere, specialmente la storia di Irene, appena appena onirica. Alla fine carine anche le altre storie, anche se la seconda si ferma, appunto, un attimo prima di vedere i protagonisti far festa. Per assurdo solo la terza si chiude con un leggero sorriso, una espressione appena appena serena. Eppure è quella dove il protagonista muore.

Con 9 euro potete fare vostro il libro (edizioni Feltrinelli).

Buona lettura!

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