Il giorno del falco (Tom Clancy con Mark Greaney)

Un nuovo Clancy tornato (quasi) al vecchio stile Clancy

Ovvia, devo ammetterlo, stavolta mi è piaciuto abbastanza il nuovo romanzo di Clancy. Chi segue questo blog sa che opere precedenti dell’autore mi avevano deluso o lasciato abbastanza indifferente, rispetto alle primissime opere che mi avevano esaltato. Adesso Tom sembra aver ripreso (in parte) il primo stile.

In questo romanzo si ritrovano i personaggi di sempre: Jack Ryan che si candida per essere rieletto presidente degli Stati Uniti (è stato buffo leggere il romanzo mentre negli States Obama e Romney si sfidavano veramente per la Casa Bianca); Jack Ryan junior, il figlio, che segue le orme del padre nei servizi segreti (forse un po’ troppo segreti); John Clark, fedele amico dei Ryan, che viene usato per screditare Jack alla corsa alla presidenza; e, ovviamente, il solito gruppo di terroristi che vogliono creare il caos nel mondo.

La trama non ve la riporto, anche perché, in realtà, ci sono due trame che si intrecciano: la corsa per la salvezza del mondo (l’agenzia parastatale di Intelligence creata da Ryan padre e presso cui lavora Ryan figlio scopre e debella l’attacco terroristico) e la corsa per la presidenza degli Stati Uniti, che darà la facoltà a Ryan padre, se rieletto, di bloccare alcuni “scempi” del suo concorrente mentre era in carica.

Uno dei difetti ancora non abbandonati da Clancy, secondo me, è la compartecipazione di troppi personaggi: il mondo di Ryan si è popolato, via via, di tanta gente e negli ultimi romanzi questi sono sempre presenti. Il che rende difficile seguire il filo logico della storia (anche se, rispetto ad altri romanzi, in questo è più lineare). Altro elemento è una certa “irrealtà” filmografica: tutto si svolge in modo veloce e immediato, mantenendo la suspense sempre attiva, certo, ma rendendo il racconto difforme da un ipotetico realismo. In un romanzo questo non è un difetto, ma quando è accentuato come in questo caso (i protagonisti saltano da un luogo all’altro del pianeta sventando vari attacchi nucleari in poche ore, e John Clark torturato, con alcune ossa rotte e tutto sanguinante comanda un commando che sventa uno di questi attacchi) a me dà quel senso di irrealtà che fa pensare alla “solita americanata” (film tutti azione ed effetti speciali esagerati). Che mi piace, ma – essendo leggermente esagerata – mi toglie un po’ di “gusto” della storia.

Però, come accennavo all’inizio, sta tornando il Clancy dei vecchi romanzi, che parte da una analisi del mondo attuale e sviluppa da essa un mondo ed una storia ipoteticamente realistica e discretamente avvincente. Nel suo narrare rimane ancora aperta la ferita dell’11 settembre (gli aerei che si abbatterono sulle torri gemelle): da allora per i personaggi di Clancy è leggermente cambiata l’idea di giustizia, col risultato che l’uccisione del nemico (il terrorista di turno) non pone grossi problemi di coscienza o morali. Il civile si rispetta (oddio, in questo romanzo c’è qualche eccezione), il nemico lo si uccide a meno che non sia più utile tenerlo in vita per farsi rivelare informazioni. Nei primi libri non c’era questo taglio netto: il nemico veniva sempre ucciso, ma per evitare un pericolo. Linea guida era quella di catturarlo, ma senza mettere a rischio le persone coinvolte nella cattura (una specie di “uccidere per difendersi”). In questi ultimi romanzi il concetto di “uccidere per difendersi” è stato ampliato a misure – a mio parere – esagerate (ti uccido perché stai progettando un attentato alla mia nazione…).

Tornando al succo, cioè al romanzo stesso: si legge bene nonostante i tanti personaggi e i vari spostamenti. E’ avvincente e ti tiene col fiato sospeso: anche se sai già come andrà a finire (i buoni vincono ed i cattivi vengono uccisi) non vedi l’ora di arrivare all’ultima pagina. E’ comunque ben strutturato (i passaggi sono tutti abbastanza lineari e logici). E’ corposo (sono 700 pagine). Però costa un po’ più delle mie aspettative: 19,50 eur prezzo di copertina. Consiglio di attendere una ristampa economica (o di farselo passare da qualche amico).

Gli amanti delle spy story e dei tecno-thriller non hanno bisogno del mio consiglio: molti lo avranno già comprato. A chi si avvicina a questo settore dico che potrà trovare un buon libro, un racconto che li terrà incollati alle pagine, ma che avranno bisogno, poi, di approfondire alcuni personaggi andandosi a leggere gli altri libri di Clancy. Leggere questo libro senza conoscere Jack Ryan non è impossibile, ma mancano alcuni piccoli dettagli che ci fanno conoscere meglio il personaggio e ci aiutano a comprendere meglio alcune vicende raccontate in questo romanzo.

Buona lettura!

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