La statua dagli occhi di smeraldo [La squadra dell’impossibile – Max Keller] (Massimo Polidoro)

Terzo appuntamento con la banda di ragazzi indagatori

 
Dopo aver risolto già due casi che sembravano impossibili, Omero, Amelia, Rusty e Blacky sono sempre più affiatati e risolvere questo nuovo caso diventa per loro quasi un gioco. Vi chiederete: chi sono questi personaggi? E chi è il Max Keller che li guida? Se non avete letto i precedenti due romanzi potete rimediare con i miei post (primo libro; secondo libro) ma siccome sono buono (o così dicono) vi riassumerò brevemente i loro profili.
Omero è figlio di un poliziotto statunitense. Dopo la morte della madre, suo padre è stato inviato in Gran Bretagna per prestare servizio presso Scotland Yard. Omero conosce Amelia durante la prima indagine del padre: i due diventano subito amici e si “divertono” a lasciarsi coinvolgere nelle indagini poliziesche. Loro mentore è Max Keller, che ospita Omero e suo padre. Ex illusionista, uomo dalla spiccata intelligenza e dai sensi molto accentuati (escluso la vista: è cieco), ha “adottato” una banda di ragazzi di strada chiamandoli ad essere i suoi occhi e le sue orecchie sulla Londra dell’800. Questa squadra è capitanata da Blacky e Rusty e proprio i due ragazzi, insieme ad Omero e Amelia, formano la “squadra dell’impossibile”, mirabile solutrice dei casi più incredibili.
Tutti e quattro i ragazzi sono molto svegli, curiosi, intelligenti: anche se per loro è comunque un divertimento indagare agli ordini di Max Keller, sanno che questo loro gioco è pericoloso, ma forse riescono a rendersene pienamente conto solo in questa avventura, in cui passano un momento veramente brutto.
Il demone dagli occhi di smeraldo è una leggenda, ma sembra che qualcuno voglia sfruttarla per attuare un suo piano di vendetta… Alt, fermi, non vi ho detto nulla, niente vendetta, anche perché si scopre solo alla fine che qualcuno si vuol vendicare… E va bene, vi ho già detto troppo. Ma forse posso mantenere un po’ di tensione: chi è il personaggio che cerca vendetta? E perché? E cosa c’entra il demone dagli occhi di smeraldo con questa persona? E che legame c’è fra le persone che scompaiono, rapite dal demone? Uhm… proprio su questo aspetto la cosa si fa intrigante: se i ragazzi (Amelia in particolare) intuiscono una “pista” che può mettere le indagini sulla pista giusta, si scoprirà alla fine che tale pista era una pura coincidenza. E anche se – lo ammetto – anche io avevo pensato a quello che pensava inizialmente Amelia, sono rimasto abbastanza sorpreso dal colpo di scena.
Ora, ricordiamoci che è un libro per ragazzi (serie Battello a Vapore, Editore Piemme – indicato dai 9 anni in su). Per un “grande” è facile fare congetture riuscendo ad anticipare la maggior parte dei passaggi salienti. Però vi confesso che questa terza avventura mi ha entusiasmato più delle precedenti. Probabilmente è il fattore “mistero” aggiunto dalla strana “storia” di Max Keller (chi è veramente quest’uomo? E chi sono gli strani personaggi che lo cercano?): si iniziano a scoprire alcuni dettagli della sua vita e sugli uomini che lo stanno cercando. Ma da qui a risolvere il mistero mancano ancora 4 storie, quindi dovremo attendere ancora molto.
L’autore, Massimo Polidoro, membro del Cicap, ama indagare sul mistero, in modo “costruttivamente scettico”: applica cioè il metodo scientifico. Non nega l’esistenza di misteri, ma si deve dimostrare che realmente lo siano. Se non c’è nessuna spiegazione logica, se non è possibile – nonostante ripetizioni in condizioni controllabili – spiegare un certo fenomeno, allora sì, è qualcosa di misterioso. Altrimenti no. Altrimenti è un trucco o, nel peggiore dei casi, una truffa che sfrutta la credulità popolare.
L’intento di Polidoro, quindi, è quello di avvicinare i ragazzi, con storie avvincenti, ad un approccio scientifico ai misteri. Sia in questa che nelle precedenti storie, infatti, proprio i ragazzi, indagando in modo intelligente, riescono a smontare quelle che a molti adulti sembrano cose terrorizzanti, sulle quali non si dovrebbero fare domande né indagare.
L’unica cosa che mi piace poco, in questi romanzi, è la “ri-umanizzazione” del cattivo. Anche in questo caso, infatti, il cattivo è diventato cattivo per cattiverie subite. E poi non vuole fare veramente male, ma si limita a terrorizzare, a fare paura, a far soffrire le sue vittime senza cercarne la morte. Se posso esser d’accordo, a livello umano, con questa intenzione, a livello letterario il “cattivo” viene indebolito. Sì, ok, può essere istruttivo provare compassione per l’anti-eroe, e soprattutto può far capire ai giovani lettori che non si deve giudicare con superficialità; ma la storia rischia di perdere di forza, rischia di diventare tutta un “volemoce bene”.
Non so voi, ma io aspetto con ansia i prossimi capitoli. Se avete figli (o nipoti, o amici, o cugini) di 9, 10 o più anni, questa è una lettura che potete consigliare (o regalare) loro. Ma la lettura può esser divertente anche per un adulto (si legge molto bene e molto velocemente). Il prezzo non è basso (17,50 euro) ma può valere la pena avere una copia (magari condividendola con amici).
Buona lettura.

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