Num3ri assassini : come scoprire con la matematica tutti i segreti del crimine (Mariano Tomatis)

Ovvero cosa è vero e cosa è falso in telefilm come CSI, Numb3rs, NCIS, …

Diciamo la verità: tutti siamo colpiti dalla competenza scientifica mostrata in telefilm come CSI (e simili): è l’agglomerato perfetto (specie lo spin off CSI Miami): bei protagonisti, belle ambientazioni, laboratori puliti ed ipertecnologici, una logica deduttiva e ricostruttiva che inchioda il colpevole alle sue responsabilità.

Ma è proprio così? Incuriosito da telefilm come il sopra citato CSI, o Numb3rs, o NCIS o tanti altri, dove la matematica e la logica la fanno da padroni, ho comprato questo libro di Mariano Tomatis per capire se fosse veramente così – anche se so per certo che le videate dei software (per il confronto di impronte, per la ricerca del DNA ecc. ecc.) nella realtà sono molto più semplici di quelle che si vedono nei telefilm.

Mariano fa un excursus dei metodi scientifici usati attualmente dalle polizie di tutto il mondo e lo fa prendendo in esame sia crimini del passato, sia casi attuali, sia romanzi gialli e noir fra i più classici. Parla della retroanalisi (intuire come si è mosso un omicida dalle scene del crimine), del profiling geografico (cercare di individuare una zona in cui concentrare le indagini), di come è nata la classificazione delle impronte digitali e di come si studiano le tracce di sangue in un ambiente per capire la posizione di assassino e vittima.

La prima cosa che si intuisce è che la realtà non è come nei casi di Sherlock Holmes o nei gialli di Agatha Christie: in quei romanzi (come in alcuni telefilm odierni) la realtà è racchiusa in un bozzolo di regole logiche che diventa molto comodo per l’investigatore e molto rassicurante per il lettore. Anche se alcuni sistemi ed alcune deduzioni raccontate nei romanzi (e, ancora, nei telefilm) possono aiutare le indagini. Non è l’apporto scientifico che risolve le indagini, ma l’insieme delle fasi di investigazioni (a cui la scienza può dare spunti).

Ho scoperto, fra le altre cose, che neppure il DNA è perfetto: siccome ne vengono analizzati frammenti ci sono sempre delle piccole possibilità che due persone abbiano lo stesso DNA (almeno nei frammenti analizzati). Certo: si tratta di casi limite, di percentuali minori dello 0,01%, ma esistono. Lo stesso dicasi per le impronte digitali. Nei telefilm vediamo che basta un po’ di polvere ed un cellulare per fotografare una impronta e analizzarla, ma non è proprio così: anche in questo caso si prendono in esame dettagli parziali (per far prima nella ricerca), e vanno considerate imprecisioni nel “catturare” l’impronta (solo nei telefilm si vede sempre l’impronta completa, ma non è sempre così nella realtà).

Un libro interessante, insomma. Meno “matematicoso” di quello che mi aspettavo (ci saranno sì e no 3 formule), ma che non ha soddisfatto pienamente le mie aspettative. Tomatis è bravo, sì, a divulgare queste cose, ma a volte tende a confondere le idee. Ho notato, fra argomenti di uno stesso capitolo, alcuni salti che deviavano dall’argomento principale, con confusione da parte mia. E in altre occasioni mi aspettavo qualche dettaglio in più o una conclusione più approfondita. Insomma, secondo me l’autore ha bisogno di affinare un po’ il suo stile di scrittura e gli consiglio di farlo aiutato da Massimo Polidoro (che già, mi sembra di aver capito, è persona a lui molto gradita). Uno dei punti positivi che ha Mariano, va ammesso, è la capacità di trattare con leggerezza (ma sempre con rispetto delle persone) anche i crimini più efferati che ci hanno colpito ultimamente. Usa questi casi come piano per spiegare le attività scientifiche (un esempio: l’analisi delle tracce di sangue nel caso Franzoni) ma senza forzare la mano e senza voler indicare per forza un giudizio.

Un libro che mette alla prova anche la sagacia del lettore: per molti argomenti sono riportati esempi e problemi che il lettore è chiamato a risolvere (in fondo al capitolo, per fortuna, ci sono le soluzioni). E per ogni argomento ci sono le fonti ed i suggerimenti per nuove letture di approfondimento.

Anche se “leggero” non mi sembra un libro da portarsi dietro in spiaggia: si parla sempre di omicidi (spesso reali) e l’umore vacanziero potrebbe avvilirsi un po’. Consiglio la lettura, magari, a settembre, quando ricomiceranno tante serie televisive scientifico-poliziesche.

Buona lettura.

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