La briscola in cinque (Marco Malvaldi)

Lo sapevo. L’avevo detto io… Dopo aver letto “Odore di chiuso” dello stesso autore la voglia di continuare il filone era tanta. Trovato il libro d’esordio dell’autore (appunto: “La briscola in cinque”) il lunedì mattina alle 8, il venerdì sera alle 22 il libro era finito (e non ho potuto dedicargli tutto il tempo che avrei voluto).

Ora, a parte gli scherzi, sono “appena” 160 pagine che scorrono veloci, in un formato tascabile (tipico dell’editore Sellerio, e con la stessa qualità di altri libri Sellerio).

La storia è semplice e ricalca i grandi giallisti del passato. Ma il personaggio principale, in questo caso, è un semplice barista di una località balneare toscana: persona arguta, dalla battuta pronta, buon osservatore e cervello fino, è spalleggiato da un gruppetto di vecchietti amici di suo nonno Ampelio, vecchietti che lo iniziano al gioco della briscola in cinque (da qui il titolo del romanzo).

Massimo (il barista) si trova coinvolto in un omicidio: un giovanotto ubriaco si ferma al suo bar per telefonare alla polizia ma – dato lo stato alticcio del ragazzo – la polizia crede ad uno scherzo. Massimo va allora insieme al ragazzo per scoprire se c’era qualcosa di vero in quello che raccontava e purtroppo scopre che il corpo di una giovane e bella ragazza abitudinaria del mare di quella zona è stato gettato in un cassonetto vicino.

Ovviamente Massimo non vorrebbe intrometterai nelle indagini, ma il suo spirito di osservazione fornisce una serie di dettagli che erano scappati agli agenti in un primo sopralluogo. Dettagli che aiutano a scagionare il primo presunto assassino e fanno puntare gli occhi su un secondo indiziato.

Per non rovinarvi il romanzo non proseguo con la trama, ma vi accenno solo che Massimo riesce a scoprire la verità e dimostrarla alle forze di polizia che, ovviamente, arrestano il vero colpevole. E come in tutti gialli che si rispettino c’è un colpo di scena.

Il processo logico che porta a scoprire il colpevole, così come le improvvise intuizioni che permettono di trovare la giusta chiave di lettura degli eventi, non si discostano molto da una puntata de “La signora in giallo” né da un libro di Agatha Christie. E’ una cosa tipica di un romanzo giallo e la bravura del romanziere sta nei dettagli (i personaggi, i colpi di scena, l’ambientazione).

Mi piace l’autore proprio per i personaggi: nonostante non siano caratterizzati in modo perfetto (ma nei gialli solitamente è così) i quattro vecchietti a spalla di Massimo sono una macchietta toscanissima in tutti i sensi. Battuta sempre pronta e sempre arguta (e ogni tanto sboccata), incoraggiano Massimo e a volte ne smontano le ipotesi. Oddio, non che Massimo difetti di logica, arguzia e ironia ma senza i quattro vecchietti a fargli da spalla, sempre presenti nel suo bar, il suo personaggio avrebbe metà spessore. Sono loro, insomma, che danno colore all’ambientazione.

E’ un libro che consiglio per la lettura sotto l’ombrellone, ma vi avviso che se fate come me vi sganascerete dalle risate ad alcune battute, quindi qualcuno potrebbe prendervi per pazzi. Ma ne vale la pena.

Rimane la questione “costo” del libro. L’ho già trattata in altri post: i libri di Sellerio hanno un costo leggermente maggiore di quello che ti aspetteresti vedendo il libro. Eppure, come detto in quei post, la qualità è delle migliori sia sui materiali, sia sull’editing, sia sulle storie.

Prima di salutarvi: ho scoperto che una amica ha letto gli altri libri dello stesso autore e mi ha proposto il prestito che accetterò ben volentieri. Però ora devo concentrarmi su un altro libro più massiccio sia come pagine che come storia. Ergo, dei libri di Malvaldi tornerò a parlarne più in qua…

Buona lettura.

 

4 thoughts on “La briscola in cinque (Marco Malvaldi)

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