La tempesta (W. Shakespeare)

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni” (atto IV)

Maledetta pubblicità… sì perché è colpa di una nota casa automobilistica (che ha citato in una sua pubblicità una delle frasi di questa opera) che mi è venuto voglia di leggermi questa commedia.

Bè, la cosa non mi è dispiaciuta, considerando che il testo è scaricabile, legalmente, gratis (per chi ha un iPad lo trovate in Italiano nel negozio di libri legato all’App iBook; altrimenti in “Liber liber – progetto Manuzio” – ecco il link diretto al PDF).

La trama è semplice: Prospero, il duca di Milano, viene esiliato dal fratello che prende il potere sul ducato. Insieme a Prospero viene esiliata anche, piccola, la figlia Miranda. I due vivono su una isola (non si capisce bene dove: io suppongo sia, comunque, nel mediterraneo), insieme a Calibano, figlio di una vecchia strega (ormai morta) esiliata anche lei sull’isola.

Grazie ai suoi studi sulla magia Prospero si è garantito i servigi di alcuni spiriti comandati da Ariel (Ariele secondo alcune traduzioni). Grazie agli spiriti Prospero riesce a far naufragare una comitiva di cui fa parte l’usurpatore del suo regno: la sua intenzione è quella di tornare al suo ducato e di esigere giustizia verso l’usurpatore e chi lo ha aiutato. Potremmo chiamarla “vendetta” ma in realtà Prospero non ha nessuna intenzione di usare violenza: sia nel “naufragio controllato”, sia nelle successive azioni Prospero raccomanda sempre e comunque ai suoi spiriti di salvaguardare la vita alle persone coinvolte. E’ più corretto, quindi, chiamarla “giustizia”.

Ma, soprattutto, l’idea del vero duca di Milano è quella di unire il suo ducato a quello del regno di Napoli (il cui Re aveva aiutato l’usurpatore). Ecco quindi che organizza l’incontro fra sua figlia ed il figlio del Re di Napoli. Come accade sempre nelle commedie, ovviamente, è amore a prima vista, e tutto finisce bene (insomma, il solito “e vissero felici e contenti”).

In fin dei conti una commedia carina, più leggera di altre ma non più banale. Anche il semplice insegnamento che dà Prospero col suo agire (ristabilire la giustizia, ma senza violenze) è un esempio di virtù. Certo, manca forse un po’ di intrigo (lo spettatore si trova già sull’isola e gli intrighi del palazzo milanese sono raccontati solo in parte da Prospero alla figlia).

Se volete qualche info in più su Wikipedia trovate una trattazione più ampia con, anche, alcune spiegazioni sul tema della temperanza che è il principale tema proposto dall’autore nella commedia. Io oggi ho poco tempo per fare analisi più approfondite, quindi vi lascio a Wikipedia e Google, dove troverete tantissime informazioni in più.

Buona lettura.

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