Gli inganni di Locke Lamora (Scott Lynch)

Vendetta tremenda vendetta

Prendete uno stile di vita fra il medievale ed il rinascimentale, aggiungete un pizzico di magia e collocatelo in una città costruita sulle rovine di una civiltà aliena. E’ questo il mondo in cui si muovono i personaggi di Scott Lynch, ed in particolare l’astuto ladro Locke Lamora e la sua banda di Bastardi Galantuomini.

Chi è Locke? Il romanzo ce lo presenta come uno dei tanti orfani della gigantesca città ci Camorr. Il Forgialadri (un nome, un programma) estende la sua protezione su di lui, come su tanti altri ragazzi senza casa né affetti. Ed il ricovero del Forgialadri sarà la scuola di questi scugnizzi: dovranno imparare a destreggiarsi negli inganni, nelle rapine, ed in tutte quelle cose più o meno losche che permetteranno a loro (ed al loro tutore) di vivere. Quando sarà il momento, poi, verranno ceduti alle varie bande che controllano i vari quartieri della città.

Ma per Locke le cose vanno in modo diverso: la sua astuzia è talmente raffinata che… combina un casino tale che il Forgialadri è costretto a condannarlo a morte. Ma, si sa, anche i farabutti hanno un “cuore” ed il Forgialadri decide di cedere il ragazzo a Catena, il sacerdote del Disonesto Tutore (il tredicesimo Dio adorato da quella popolazione, colui che protegge rapine e truffe…). In questo modo spera di tenere in vita il ragazzo, ma soprattutto spera di ricavarne ancora qualche spicciolo (sì, il cuore del Forgialadri è molto simile ad un porta monete, e come tale si apre prontamente quando c’è da far entrare qualcosa).

Grazie a Catena Locke riceve una istruzione tutta diversa, che lo trasforma in un Bastardo Galantuomo, uno della banda personale del sacerdote. Lo scopo di tutta l’istruzione è di formare dei bravi truffatori, capaci di spillare soldi ai ricchi (che – grazie alla Pace Segreta – erano immuni dalle scorrerie delle bande).

Tralasciando tutta la crescita di Locke e l’incontro con gli altri componenti della banda, troviamo Locke alle prese con una truffa ben congegnata. Da bravo “capo” della banda (la mente più strategica rispetto a tutti i compari) riesce ad organizzare le varie truffe in modo molto dettagliato. Ogni componente della banda ha, poi, caratteristiche particolari (Jean è un ottimo lottatore e con una spiccata intelligenza matematica, i fratelli Sanza riescono ad intrufolarsi dappertutto e a saper tutto, Cimice ha entusiasmo da vendere e molta inventiva) complementari a tutti gli altri. I Bastardi Galantuomini riescono sempre nelle loro imprese perché – come loro stessi si ripetono – sono i migliori.

Ma questa volta se la passano veramente male, incastrati in un gioco di vendetta ed avidità che li ridurrà in condizioni davvero drammatiche. Il Re Grigio ha dichiarato battaglia al capo di tutte le bande: Capa Barsavi. Grazie ad un Mago dell’Alleanza al suo soldo, il bigio imperatore riesce a prevedere le mosse dell’avversario e a controllare le menti e le azioni di animali e persone.

La lotta per il dominio della città travolge anche Locke: il patrimonio accumulato dai Bastardi Galantuomini attira l’avidità del Re Grigio (purtroppo il tariffario dei Maghi dell’Alleanza è molto alto, e Locke ed i suoi amici avevano accumulato molte corone). Ecco allora che il Re Grigio incastra Locke in un tranello che dovrebbe portarlo alla morte. Ma gli amici ce la fanno a salvare il ragazzo: e da quel momento parte una caccia per capire chi c’è dietro il sinistro personaggio e quali sono le sue vere intenzioni e motivazioni.

E qui mi tocca fermarmi perché rischierei di raccontare troppo e rovinarvi il finale (che è pur sempre un lieto fine, ma non come avevo sperato).

Intrighi, vendette, lotta per il potere, astuzia, forza fisica e sangue a fiumi sono gli ingredienti di questo romanzo. L’Ambientazione fantasy (la città costruita da alieni ed ora abitata da umani) gli da un po’ di spessore in più, ma resta in secondo piano. Tutto si gioca sulle personalità dei protagonisti, sui loro desideri, sulla loro astuzia.

Vi confesso che l’entusiasmo per il libro si è acceso come un motore diesel. All’inizio non mi sembrava un granché: carino, ma niente di speciale. Poi, nel proseguire dei capitoli (specie quando si iniziano a manifestare gli intrecci finali) mi sono attaccato sempre più alla storia ed in alcuni momenti sentivo l’esigenza di arrivare alla fine, tant’è che negli ultimi tempi ho rubato alcune ore al mio sonno.

Caratteristica, secondo me, la scelta di inframezzare i capitoli con una parte della storia attuale ed un interludio del tempo passato (un flash back sulla adolescenza di Locke, sugli insegnamenti di Catena e sulla formazione della banda dei Bastardi Galantuomini). Questa tecnica ha spezzato molto la lettura (ma senza togliere suspense) ed è servita per dare, nei momenti giusti, spiegazioni su come mai succedeva qualcosa, sul perché Jean – per esempio – era un ottimo guerriero o perché Locke si è ritrovato ad essere “capo” della banda.

Se si esclude il prologo iniziale, tutto il romanzo va avanti con questa tecnica e attraverso gli “interludi” si scoprono molte cose di Locke e della sua banda, si capiscono gli equilibri di potere in Camorr (e cos’è la Pace Segreta). Verso gli ultimi capitoli gli interludi diventano più piccoli – giustamente – per dare più spazio alla storia e spezzare meno la tensione.

Se devo trovare qualche difetto è nella descrizione delle battaglie fra le persone: tecniche, realistiche (almeno così mi sembrano, ma non sono molto esperto per essere attendibile), ma non appassionanti. Cioè: i momenti di battaglia si fanno leggere con avidità per sapere chi vince (anche se in alcuni casi è abbastanza ovvio il finale) ma non ti lasciano a bocca aperta. Certo, so che è difficile descrivere a parole un conflitto fra due persone, ma – per esempio – quelli raccontati nei romanzi di Stieg Larsson (vedi il mio post “Millenium Trilogy”) sono più coinvolgenti. A dirla tutta, non è certo una carenza che rovina il libro, ma forse l’autore dovrebbe lavorare un po’ su questo

Ma questo libro è veramente un fantasy? Se lo devo paragonare a libri che ho letto (Lo Hobbit e Il Signore degli anelli, Narnia, Eragon, Eldest e Brisingr) o di cui ho visto il film (Harry Potter) devo dire che il livello di fantasy si limita all’ambientazione (la città aliena) e all’apparizione del Mago dell’Alleanza (e a poche altre pratiche di stregoneria nera). E’ un qualcosa in più che aiuta la storia, ma non me la sentirei di definirlo un fantasy puro. Piuttosto lo definirei un thriller con alcuni elementi gialli ed una ambientazione fantasy.

Consiglio la lettura? Certamente! Ma attenzione: c’è molto sangue nelle pagine del libro. Ci si aspettano morti assassinati in libri del genere, ma Scott Lynch in alcuni momenti sembra esagerare tanto che mi sono domandato come fanno alcuni personaggi a sopravvivere. Ma anche questo non guasta la lettura del libro, che scorre veloce ed  appassiona (soprattutto da metà in poi).

Un ultima cosa: si viene a sapere di una storia di amore fra Locke e Sabetha (una ragazza anche lei istruita da Catena), ma la storia non viene mai ben definita. Sappiamo che Locke ci sta male, ma a parte qualche parola non si conosce niente. Siccome è un romanzo, e non la vita vera di una persona, non mi dispiacerebbe ficcare un po’ il naso in quella storia. Scott, ci puoi dire qualcosa di più nel prossimo romanzo, se ne scriverai un altro il cui protagonista è Locke? Grazie.

Buona lettura.

3 thoughts on “Gli inganni di Locke Lamora (Scott Lynch)

  1. Anonimo ha detto:

    il due è già uscito e c'è anche il tre in inglese

    mi sono accorta quanto mi piacesse l'uno dall'aspettativa del secondo volume… fantastico. non dico altro sennò tolgo la sorperesa ma è facile scoprirne di più.
    wow è il solo commento che mi venga in mente, per Locke, per tutto ;P

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *