L’avversario (Tom Clancy con Martin Greenberg)

Storia di spionaggio industriale, arricchita con tentativo di colpo di stato, per la serie “Giochi di potere”.

Ebbene sì, mi sono lasciato ancora una volta attrarre da Tom Clancy, anche se il libro non è scritto, come altri, direttamente da lui ma solo in collaborazione con lui. Detto fra noi: mi sa che questo tizio si stia trasformando in un “marchio”, al di là della persona reale che è.

Ricordo a chi non consoce l’autore che la serie di libri che lo ha portato al successo è quella dei romanzi incentrati sulla figura di Jack Ryan, agente CIA che organizza la defezione dell’ “ottobre rosso” (da cui il film con Sean Connery nei panni del comandante del sommergibile russo) e che diventa, alla fine, presidente degli Stati Uniti (da questi libri sono stati tratti altri due film, ma ricordo il titolo solo dell’ultimo: al vertice della tensione).

La trama è pressoché uguale ad altri suoi libri: c’è qualcuno che tenta di fare qualcosa di cattivo (a volte ci riesce, in questo libro, invece, fallisce) e qualcun’altro che lo scopre e blocca l’azione cattiva, oppure ne limita le conseguenze.

Quello che mi è sempre piaciuto dei libri di Clancy è il ritmo narrativo: molto incalzante tanto che mi costringe a concludere la lettura nell’arco di pochi giorni (nonostante la storia sia sempre simile).

Non sto a farla lunga: vi racconto in breve l’ambientazione e, se vi piace la fantapolitica e le storie alla James Bond allora questo libro fa per voi…

La storia è ambientata in estremo oriente (Singapore, Malesia e mar della Cina) nell’anno 2010: l’agente Max Blackburn, responsabile della sicurezza per la stazione operativa della UpLink di quella zona, scopre i dettagli di una operazione illegale di grossa portata, finanziata dall’eterno rivale del suo capo. Per questa scoperta muore, ma riesce a salvare la ragazza che lo ha aiutato. La UpLink è in un momento di crisi: c’è qualcuno che tenta di scalarla e Gordian, il proprietario e fondatore, deve prendere decisioni forti per salvarla. E’ sempre il suo avversario, Cane, che cerca di scalzarlo e lo fa per prendere possesso di informazioni molto particolari: le chiavi di cifratura di alcuni sistemi di sicurezza militari, che permetterebbeo ad una associazione di malavitosi di attuare un piano rivoluzionario che prevede la cattura dei maggiori esponenti politici americani ed asiatici. Come sempre, fra colpi di scena e azioni mozzafiato, il bene trionfa, gli eroi salvano il mondo (e vengono vendicati) e tutto torna alla normalità.

Un ultima nota: Tom Clancy produce molte serie di libri, sempre incentrate su fantapolitica e spionaggio. Oltre a questa (“Giochi di potere”) è abbastanza famosa la serie “Splinter Cell”, da cui vengono ricavati gli omonimi videogiochi. Volevo solo far notare una differenza: la serie Splinter Cell è praticamente la sceneggiatura del videogioco, mentre la serie “Giochi di Potere” è scritta più in forma di romanzo. In Splinter Cell, praticamente, ci si immedesima con l’agente segreto e quasi tutte le azioni vengono descritte in prima persona. In Giochi di Potere la struttura è diversa: la storia viene narrata da entrambi le parti in gioco, ci sono più personaggi e più punti di vista.

Ribadisco: a chi piace il genere consiglio il libro – anche se non lo candiderei per un premio letterario. Quello che voglio dire è che il libro è scritto bene, in buon italiano, chiaro; ma non potrà mai essere confrontato con opere di Mann, Tolkien, Dick, Joyce o qualsiasi altro grande autore.

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