Orgoglio e pregiudizio (Jane Austen)

Storia di un amore che stenta a decollare…

Anche questo libro nasce da una “influenza” ricevuta da un’altro libro. Orgoglio e pregiudizio è uno dei libri che la professoressa Nafisi, docente di Letteratura inglese all’università di Teheran, propone durante i suoi corsi. Qualcuno si chiederà quando mai sono stato a seguire uno dei suoi corsi: in realtà li ho seguiti in modo indiretto, attraverso (appunto) il suo libro: “Leggere Lolita a Teheran” (di cui ho già scritto un post).

Se uno volesse farla breve, la storia è semplice: due ragazzi, che inizialmente si disprezzano, scoprono l’amore dell’uno per l’altra. Questo amore prima deve scontrarsi con l’orgoglio della protagonista e poi con i pregiudizi di presunte inadeguatezze di classe sociale… però alla fine vince l’amore.

Detta così potrebbe sembrare una storia simile a tante altre, ma Jane Austin ci regala una perla di letteratura.

I protagonisti principali sono il Signor Darcy, nobiluomo con atteggiamento un po’ altero e sprezzante (ma si scoprirà, poi, che il tutto è dovuto ad una certa timidezza), ed Elisabeth Bennet, di famiglia di bassa nobiltà, intelligente e sicura di sé. I personaggi “di contorno” (amici e sorella del signor Darcy, sorelle, familiari ed amici di Elisabeth) aiutano a capire meglio i due personaggi, ad inquadrare il contesto, a rendere più ironico e frizzante il racconto.

Tutto inizia di primavera: un amico del Signor Darcy, il Signor Bingley, ha appena comprato una villa nel paese di campagna dove risiedono anche i Bennet. Fra visite, promese di balli e feste e tutte quelle cose in cui si perdeva la nobiltà inglese di fine settecento, questo nobil’uomo si innamora di Jane, sorella maggiore di Elisabeth. O almeno sembra che ci sia amore…

Eh sì, perché a fine stagione lui e tutti i suoi amici se ne tornano a Londra senza nesun cenno particolare (né una dichiarazione, né un “ritornerò”). Eppure l’atteggiamento di Bingley era quello del tipico innamorato, ed anche Jane non era indifferente a lui. Forse lei aveva frainteso la simpatia di lui? O forse si era semplicemente illusa?

Intanto ad un ballo sia Elisabeth che il Signor Darcy sono fermi. Lei non ha un cavaliere e lui, spronato da un amico ad invitare proprio lei a ballare, risponde che la bellezza di Elisabeth non è alla sua altezza… in poche parole sembra non essere interessato a lei. Ma Darcy si ricrederà pochi giorni dopo, quando si renderà conto che Elisabeth potrebbe essere proprio la donna che lui cerca: bella ma anche intelligente, dolce ma anche sicura di sé.

Però… Come in tutte le storie di amore raccontate sui libri o al cinema, c’è un “però”: lei è di classe inferiore, e la sua famiglia è un po’ strana, specialmente la madre di lei che si dimostra, in più occasioni, un po’ sciocca. Condizioni su cui rifletterà anche Elisabeth dopo aver chiarito alcune cose col Signor Darcy, chiarimento che glielo farà vedere in luce completamente nuova.

INtanto lui almeno ci prova, vincendo alcuni pregiudizi e la sua timidezza. Gli confessa il suo amore, ma quando lei gli risponde per le rime, tirando in ballo cose riferite da altri (e non vere), lui rimane frastornato. Ci vorrà una lettera, scritta nella notte, per chiarire il tutto. Lettera che aiuta Elisabeth a capire che quello che le è stato riferito sul conto di Darcy è una menzogna. E lettera in cui lui confessa di aver sconsigliato, inizialmente, l’amico Bingley di imparentarsi con la famiglia Bennet sposando Jane. Ma confessa anche di aver ripensato a questa cosa e di considerarla, ora, un errore.

E così il cuore di lei si scioglie, ma si pone quei probemi indicati poche righe sopra: come potrebbe lei, di nobiltà inferiore a lui e con una madre in quel modo, ancora piacere a lui? In poche parole Elisabeth si fa un po’ di problemi a confessare a Darcy che anche lei prova qualcosa più della semplice stima e simpatia verso lui.

Passa il tempo, ritorna la primavera, e con essa ritorna il Signor Bingley (e tutti i suoi amici) nel villaggio dove abitano i Bennet. E già il primo giorno il Signor Bingley si reca a casa Bennet per chiedere la mano di Jane. Insomma, sembra che tutto vada per il meglio, almeno finché una zia del Signor Darcy non cerca di frapporsi fra la storia di amore del nipote con Elisabeth, la quale viene a sapere proprio dalla zia che Darcy ancora la ama e la vorrebbe sposare. Pochi giorni dopo infatti Darcy si fa vivo… e potete immaginare come va a finire.

In questo “breve” riassunto ho volutamente omesso le vicende di altri personaggi, che ingarbugliano ancora di più la situazione e sembrano congiurare contro la storia di amore fra il Signor Darcy ed Elisabeth. Ed in realtà tutto il riassunto si limita a tre punti principali: quando si conoscono (ed iniziano a disprezzarsi), quando si chiariscono, e quando si dichiarano apertamente. Aggiungere altri dettagli sarebbe un po’ come riscrivere il libro e, secondo me, rovinerebbe la lettura.

Quello che la Austen ci propone è un quadro della nobiltà e della borghesia inglese di fine settecento. Le “grandi famiglie nobili” che stanno a Londra ed accedono alla corte del Re contrapposte alle “piccole famiglie nobili” che si devono accontentare del possedimento di campagna dove risiedono; i primi che guardano con un po’ di disprezzo i secondi, ed i secondi che agognano di entrare fra i primi. Il matrimonio, in questo ambiente, diventa pura convenienza e l’amore fra Darcy ed Elisabeth (come quello fra Bingley e Jane) sono malvisti dai parenti dei primi (l’alta nobiltà) e presi come una benedizione ed un sogno che si realizza dalla bassa nobiltà.

Leggendo l’introduzione e qualche altra nota trovata su Internet si scopre che quello che racconta la Austen, seppur romanzato e romanticizzato, non è molto lontano dalla realtà di quell’epoca. Insomma, la Austen ci da uno speccato di vita realistica dell’epoca, probabilmente basato su sue reali esperienze (la descrizione dei luoghi, l’accesso ai “benefici ecclesiastici” a cui si fa riferimento nel libro, e tanti altri dettagli).

Un libro che consiglio vivamente di leggere per tanti motivi: il primo è che il lbro rappresenta (come accennato sopra) una foto realistica dell’inghilterra di fine settecento. In secondo luogo perché è una bella storia, raccontata in modo anche frizzante… Sì, è un po’ sdolcinata, molto femminile (parere confermato anche da una mia amica). E forse a noi uomini non fa male leggere, ogni tanto, una storia un po’ più femminile. A me personalmente è piaciuto. Ovviamente vi ho trovato alcuni passaggi più noiosi ed altri più frizzanti, ma ritengo che valga pienamente la pena leggerlo.

Quindi: buona lettura…

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