La casta (Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella)

“così i politici italiani sono diventati intoccabili”

Ebbene sì, mi sono fatto coinvolgere anche io dal fenomeno “casta”. Comprato più di tre mesi fa, ho letto questo libro con molta calma, facendo passare avanti, spesso, altri libri.

Capite già che non mi è piaciuto molto, almeno a livello letterale. E’ molto più vicino ad un articolo (o una serie di articoli) di giornale, a delle inchieste, piuttosto che a un libro. Ma questo ha influito in minima parte. Quello che me lo ha reso poco digeribile sono tutti i numeri riportati nei vari capitoli…

Penso molti sapranno già di cosa parla, quindi riassumo in breve per i pochi che ignorano l’argomento. Si tratta di una serie di analisi (scritte, appunto, con uno stile giornalistico) sull’attuale situazione dell’amministrazione pubblica italiana. E con particolare riguardo a quelle situazioni contraddittorie, di spreco, di sete di potere.

Questo libro, il blog di Beppe Grillo, altri libri ed indagini giornalistiche, il “vecchio” Report di Rai tre (vecchio perché da anni affronta gli stessi argomenti): sono alcuni dei tanti esempi del fenomeno “casta” esploso quest’estate (e nominato dal libro stesso).

Perché parlo di esplosione? Considerate che da anni Report propone temi simili, con inchieste serie, affrontate bene e da più punti di vista. Ma solo questa estate  e, sospetto, grazie alla combinazione Beppe Grillo / “La Casta” – la popolazione italiana ha iniziato a smuoversi ed indignarsi verso certi atteggiamenti di politici e politicanti.

Torniamo all’inizio: perché non mi è piaciuto questo libro? Uno dei fattori principali è l’alto numero di cifre riportate. So che in alcuni casi erano indispensabili. Però in molti altri casi potevano essere sufficienti le tabelle riportate in appendice.

Un secondo motivo: a volte gli autori sono ripetitivi. All’interno dello stesso capitolo, o fra capitoli diversi, vengono riproposti gli stessi argomenti: quel particolare spreco, quel particolare “furbetto”.

E infine, un terzo motivo: gli autori non hanno uno sguardo sul futuro. Danno qualche indicazione (accorpare i comuni, ridurre le comunità montane, …) ma non forniscono una loro ricetta per migliorare la situazione. Non che fossero obbligati a fornire niente del genere: sono io che, quando critico qualcosa, mi sento in dovere di proporre una soluzione – anche se a volte propongo assurdità. Spesso mi aspetto lo stesso comportamento anche dagli altri, ma mi rendo conto che non è un obbligo.

Per il resto devo riconoscere che le argomentazioni sono state supportate con precisione dai dati raccolti da Stella e Rizzo.

L’unica indicazione che mi sento di dare è che non si tratti di un libro da “biblioteca”, cioè da tenere sullo scaffale. Per un semplice motivo: se il libro scatena una serie di miglioramenti, allora sarà presto storia (da lasciarsi alle spalle). Se non sorte nessun effetto, allora è inutile metterlo in mostra (anzi: sarebbe un po’ da ipocriti).

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