La torta in cielo (Gianni Rodari, con illustrazioni di Francesco Altan)

Come i bambini, spesso, hanno più saggezza dei grandi…

Immaginate che una bella mattina uno strano oggetto rotondo, molto grande, immneso, inizi ad oscurare il cielo sopra la vostra cittadina. UFO? Certamente, se si rimane al significato letterale (oggetto volante non identificato). Le autorità, dopo un primo momento in cui credevano di essere prese in giro si organizzano e lo definiscono proprio come un oggetto volante non identificato. E, come sempre, è il “non identificato” che fa paura ai grandi…

Alieni che vogliono conquistare la terra? Oppure che vogliono distruggere? Allora che fare, attaccare per primi? Aspettare? Mentre le autorità misurano, controllano, pensano e si scervellano, due bambini stanno guardando intensamente l’oggetto. Anzi: un pezzo dell’oggetto è caduto sulla loro terrazza e, cosa assai strana quanto piacevole, è un grosso pezzo di cioccolato squisitissimo.

“E’ una torta” grida la bambina più piccola… Bhe, senza farla troppo lunga (altrimenti rischio di scrivere nuovamente la storia) si tratta proprio di una torta gigante, immensa, piena di pistacchio, crema, gelato, torrone, cioccolato e tutte le leccornie possibili e immaginabili. E saranno proprio i due bambini ad accorgersene, intrufolandosi oltre il controllo militare ed entrando nella torta. E conosceranno l’inventore della torta: uno scenziato che parla un linguaggio strano, ma che conosce l’italiano. Uno scenziato a cui era stato chiesto di creare una bomba atomica con fungo radiottivo riutilizzabile più volte (perché purtroppo le attuali bombe atomiche sono tutte “usa e getta” – che spreco!!!). Ma un pasticcino, caduto nella bomba prima dell’inaugurazione, ha creato un pasticcio, anzi, una torta… Proprio quella torta.

Fra varie vicissitudini i due bambini riescono ad avvertire amici e parenti, ed un esercito di bambini si precipita sulla torta, indifferente ai richiami dei soldati e delle mamme. Basta poco perché lo strano oggetto volante – strano sì, ma tanto buono – venga distrutto, lasciando solo qualche briciola qua e là.

La storia non è proprio opera della fantasia di Rodari: è nata nelle scuole elementari di Borgata del Trullo (dove è anche ambientata), presso Roma nel 1964 e pubblicata sul corriere dei piccoli a puntate.

Niente da dire: è una bellissima riflessione sulla semplicità e sull’ottimismo dei bambini, sulla loro voglia di vivere in gioia e di soprassedere a tutti quei problemi che noi grandi ci facciamo.

Una storia che consiglio di leggere: leggera, semplice, che fa sorridere, ma che ti lascia dentro tante cose. E poi merita anche solo per le illustrazioni di Altan…

Buona lettura.

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