Manuale dell’imperfetto sportivo (Beppe Severgnini)

So che passeggiare nel reparto libri dei supermercati è la mia rovina, eppure continuo a farlo… Nei giorni passati ho trovato lo “Sherlock Holmes” di Conan Doyle (lo sto leggendo) ed una edizione “economica” dell’opera che da il titolo a questo post. C’è poco da dire: il mio braccio, con un riflesso incondizionato, ha messo nel carrello i citati libri ed eccomi a parlare del secondo.
 
Beppe Severgnini, giornalista, scrittore, conduttore televisivo di alcuni programmi, interista recidivo, ironico e scanzonatorio, ha prodotto molti “manuali”, soprattutto legati ai viaggi, allo sport, all’inglese.
 
Questo “manuale dell’imperfetto sportivo” è una bonaria e sorniona presa in giro degli stereotipi italiani legati allo sport… Beppe parte da esperienze personali (tennis, pesca) per parlarci di come noi italiani vediamo e viviamo lo sport. Le sue riflessioni, di solito, sono lunghe una pagina (massimo 2) ma piene di ironia (anche auto-ironia).
 
Non si limita, Beppe, agli stereotipi, ma partendo da sue esperienze fa il paragone con i “sistemi sociali” (dalla piccola azienda al governo) approfondendo il concetto di squadra ed abbinando alcuni ruoli alle persone coinvolte. E parla anche della “utilità sociale” dello sport soffermandosi soprattutto su quelle attività che permettono (o permettevano) a ragazzi e ragazze di corteggiarsi.
 
Io ho trovato il volumetto (sembra quasi un formato tascabile) sugli scaffali di un supermercato a poco più di 2 euro. Vi garantisco, però, che il contenuto vale molto più del prezzo (scontato) del supermercato. Se vi capita di trovarlo accaparratevelo subito. Buone risate!
 
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