L’uomo dai denti tutti uguali (Philip K. Dick)

Sembra quasi un’anomalia nella produzione letteraria di Dick, eppure gli appassionati riconosceranno senza ombra di dubbio i tratti fondamentali (stile di scrittura, ombra di cupezza nei personaggi, …) dell’autore.
 
Sto parlando de “L’uomo dai denti tutti uguali”. Non è un romanzo di fantascenza ma narra la vita quotidiana di 4 personaggi, due uomini e due donne, che incrociano le loro esistenze in una piccola cittadina ai margini di San Francisco negli anni ’60-’70.
 
Due coppie, due famiglie, vicine di casa. La famiglia Runcible, precisa ed esatta, proprio come ci si aspetti che sia: la moglie che cura la casa ed il marito che guadagna i soldi per mantenere la famiglia. Un figlio appena accennato. E la famiglia Donbrosio, invece, “strana” per i canoni della “buona società”. Tanto strana da invitare a cena un uomo di colore (scandalo), da guidare un’auto sportiva italiana (una Alfa Romeo, per l’esattezza), da permettere alla moglie di lavorare…
 
L’uomo dai denti tutti uguali è uno scheletro di “Uomo di Neanderthal”: impossibile da trovare in America, a meno che non si azzardino ipotesi competamente rivoluzionarie (come la possibilità che un gruppo di neanderthaliani fosse riuscito ad arrivare in America) . Eppure è così perfetto che sembrano non esserci dubbi sulla sua autenticità. Il ritrovamento avviene nella proprietà dei Runcible, in modo fortuito. Si scatena un caso, almeno a livello locale… ma come andrà a finire? E’ veramente un uomo di neanderthal, oppure una sofisticata vendetta di Donbrosio?
 
Chi ama Dick troverà in questo libro una prestigiosa prova letteraria, che lo sgancia dal filone fantascientifico. Chi, invece, vuole avvicinarsi allo scrittore deve essere pronto ad un clima leggermente cupo (tipico stile dickiano)… se il libro fosse paragonato ad una giornata, sarebbe costantemente nuvolosa. Si sente, si vive quasi proprio sulla propria pelle, l’attrito che esiste fra le due famiglie. 
 
Giudizio in breve? Consiglio di leggerlo!
 
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